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La difesa dell'euro secondo Merkel e Sarkozy

· Nel vertice di Freiburg im Breisgau i due leader bocciano gli eurobond ma chiedono più responsabilità ·

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel chiedono più responsabilità per contrastare la crisi economica. Nel corso del tredicesimo Consiglio dei ministri franco-tedesco, tenutosi ieri a Friburgo, nel sud della Germania, i due leader hanno gettato le basi di un'armonizzazione dei sistemi fiscali dei rispettivi Paesi. Un'intesa, quella franco-tedesca, non nuova e che potrebbe condizionare i futuri sviluppi della strategia comunitaria.

«Abbiamo concordato una convergenza delle politiche fiscali e ringrazio il cancelliere tedesco per questa apertura», ha dichiarato il presidente francese al termine del vertice. «È molto importante essere capaci di dire ai nostri partner che siamo tutti nell’eurozona e che tutti dobbiamo convergere per difendere la moneta unica». Merkel ha sottolineato che «bisogna dare un esempio sulle questioni di competitività per vedere fino a che punto possiamo andare al di là della pura politica di bilancio». I ministeri delle Finanze di Germania e di Francia hanno già formato un gruppo di lavoro che analizzerà i rispettivi sistemi per le imprese e le possibili forme di collaborazione.

Sarkozy e Merkel sono poi intervenuti sulla proposta degli eurobond, bocciandola. Gli eurobond — questo il parere dei due leader — contribuirebbero solo a deresponsabilizzare i Paesi dell'eurozona, mentre nella fase attuale è necessario il contrario. Insomma, serve più austerità. «Non deve esserci la condivisione del rischio estesa a tutti i Paesi», ha spiegato Merkel, perché «la condivisione dei tassi di interesse e dei rischi non ci aiuterebbe in modo strutturale». Piuttosto, ha aggiunto il cancelliere tedesco, «siamo entrambi d’accordo che è necessaria maggiore coerenza nella politica economica». A queste parole si è unito Sarkozy sottolineando che occorre responsabilizzare gli Stati. Il capo dello Stato francese non ha mancato di difendere Berlino dalle critiche recentemente avanzate dal presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, per il quale la Germania avrebbe un atteggiamento anti-europeo. «Non vedo quanto la Germania possa essere egoista; alla fine Berlino è il primo contribuente nella Ue», ha replicato Sarkozy.

Parigi condivide con l'Esecutivo Merkel non soltanto l'opposizione agli eurobond. Sarkozy sostiene anche la linea di Berlino sull'entità attuale del fondo salva-Stati, opponendosi così alla posizione belga. Inoltre, Parigi è favorevole al progetto, anche questo targato Merkel, della creazione dal 2013 di un meccanismo permanente di soccorso ai Paesi in difficoltà con l'introduzione di clausole che coinvolgano anche privati. Tutto, in vista di un nuovo Patto di stabilità più rigoroso.

Ma l'economia non è stata l'unico argomento del vertice tra Merkel e Sarkozy. Anche la storia ha avuto la sua parte. I due leader, infatti, si sono spostati da Friburgo a Strasburgo, nell'est della Francia, per accogliere il primo battaglione tedesco in terra francese dal 1945. Un gesto dal profondo significato simbolico, secondo entrambe le parti, e che rafforza l'amicizia tra Germania e Francia. L’accordo che ha dato il via libera all'operazione era stato firmato nel corso di un summit a Monaco nel 2009. Il contingente stazionerà appena fuori Strasburgo.

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