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La via della seta
nell’Europa centrorientale

· Cooperazione per infrastrutture ed energia ·

La cooperazione economica e lo sviluppo di progetti comuni (in particolare in campo infrastrutturale ed energetico) sono stati gli argomenti principali in discussione al vertice di Dubrovnik, sulla costa dalmata della Croazia, tra Cina e i paesi dell’Europa centrorientale e dei Balcani riuniti nel Central and Eastern European Countries (Ceec), il cosiddetto formato 16+1.

La riunione, giunta all’ottava edizione, fa parte parte dell’iniziativa strategica cinese denominata Belt and Road Initiative (Bri), la nuova via della seta, che mira al miglioramento dei collegamenti commerciali della Cina con i paesi dell’Eurasia.

Del formato 16+1 fanno parte Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Romania, Serbia, Croazia, Montenegro, Repubblica di Macedonia del Nord, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Lituania, Lettonia ed Estonia (undici di questi paesi fanno parte dell’Unione europea). All’incontro si è unito anche il primo ministro greco, Alexis Tsipras, evidenziando la volontà di Atene di aderire all’iniziativa regionale.

Al vertice di Dubrovnik hanno partecipato quattordici capi di governo e il primo ministro cinese, Li Keqiang, alla guida di una folta delegazione governativa. Presenti anche anche un migliaio di imprenditori, quattrocento dei quali cinesi, e leader di grandi istituti bancari, che hanno presentato un nuovo coordinamento dell’iniziativa dedicato alle piccole e medie imprese.

La Belt and Road Initiative è un progetto voluto personalmente dal presidente cinese, Xi Jinping.

Presentato nel 2012, comprende le direttrici terrestri della "zona economica della via della seta" e la "via della seta marittima del xxi secolo" nota anche come "una cintura, una via", One Belt One Road.

Oltre alla Cina, le aree interessate sono l’Asia centrale, settentrionale e occidentale, i paesi e le regioni lungo l’oceano Indiano e il Mediterraneo.

È uno dei più grandi piani infrastrutturali e d’investimento della storia, con 1400 progetti finora realizzati, per un totale di quasi 260 miliardi di euro. Il suo ambizioso obiettivo è rafforzare i collegamenti tra la Cina e 67 altri paesi fra Asia, Europa e Africa, che rappresentano il 40 per cento del prodotto interno lordo globale e il 65 per cento della popolazione planetaria.

Partendo dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, la strategia cinese mira a promuoverne il suo ruolo nelle relazioni commerciali globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le produzioni cinesi. La Bri non prevede un modello di memorandum da applicare a tutti i paesi, ma si basa su accordi bilaterali, sulla contrattazione specifica con i singoli paesi al fine di garantire la realizzazione del reciproco vantaggio e mutuo beneficio.

Intervenendo al summit, Li ha detto che la imminente costruzione del ponte di Pelješac, che collegherà la città di Dubrovnik al resto della costa croata e di cui è stata incaricata la compagnia cinese Crbc, sarà il progetto pilota per la cooperazione tra la Cina e l’Unione europea. «La riunione ha indicato che siamo uniti nei rapporti multilaterali e che vogliamo creare commercio libero», ha dichiarato il primo ministro cinese. Il ponte — lungo 2,4 chilometri e alto 55 metri, progettato per collegare la terraferma della Croazia a Dubrovnik-Neretva, attraversando la baia di Mali Ston, sul mare Adriatico — è il più grande progetto infrastrutturale cui abbiano collaborato Pechino e Zagabria dall’istituzione dei legami diplomatici, 27 anni fa.

Recentemente, durante la visita ufficiale di Xi Jinping a Roma e Palermo, Italia e Cina hanno firmato un memorandum di intesa nella Belt and Road Initiative per l’utilizzo di tre porti italiani.

L’anno prossimo, a ospitare la nona edizione del Central and Eastern European Countries — che con il più che probabile ingresso della Grecia diventerà nel formato 17+1 — sarà la Cina.

di Francesco Citterich

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20 agosto 2019

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