Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La decisione
del patriarcato di Mosca
sulle parrocchie
in Europa occidentale

· ·

«L’Arcivescovado delle chiese ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale è stato ufficialmente unito al patriarcato di Mosca»: con un breve comunicato, ieri, l’ex esarcato del patriarcato ecumenico con sede a Parigi ha confermato la decisione presa il giorno precedente dal sinodo della Chiesa ortodossa russa riunito nel monastero della Trinità di San Sergio a Sergiev Posad, ovvero che l’arcivescovado «costituisce ormai parte integrante del patriarcato di Mosca». Si conclude così — si legge ancora nella nota — «un periodo di sofferenza spirituale, pastorale, e di incertezza canonica seguita alla revoca dello statuto di esarcato». Com’è noto, il 27 novembre 2018 il sinodo del patriarcato ecumenico riunito a Istanbul ha deciso di revocare il tomos del 1999 con cui accordava la cura pastorale e l’amministrazione delle parrocchie ortodosse di tradizione russa in Europa occidentale al suo arcivescovo-esarca. Con l’obiettivo di rafforzare ancora di più il legame delle parrocchie di tradizione russa con la Chiesa madre del patriarcato di Costantinopoli, Bartolomeo ha deciso di integrare e collegare le suddette parrocchie alle diverse metropolie del patriarcato ecumenico del paese dove esse si trovano, continuando ad assicurare e a garantire la salvaguardia della loro tradizione liturgica e spirituale. Ma la maggioranza si è opposta allo scioglimento dell’esarcato, confermando la fiducia all’arcivescovo Jean (nel frattempo congedato da Bartolomeo) e avviando trattative di riavvicinamento a Mosca. Nelle ultime settimane due assemblee pastorali hanno sancito la scelta di gran parte delle parrocchie di legarsi alla Chiesa ortodossa russa, passaggio formalizzato, lunedì 7 ottobre, dal decreto del sinodo presieduto dal patriarca Cirillo. L’arcivescovado, guidato da Jean di Doubna, beneficerà di un nuovo statuto canonico preservando le proprie specificità liturgiche, pastorali ed ecclesiali così come la gestione amministrativa, finanziaria e immobiliare. Per quanto riguarda il clero e i fedeli che hanno deciso di restare con Costantinopoli, giorni fa il metropolita Emmanuel di Francia ha garantito che presto le parrocchie avranno un nuovo statuto. Nel frattempo sette parrocchie hanno raggiunto l’arcivescovado di Tiatira e Gran Bretagna guidato da Niceta (del patriarcato ecumenico); altre cinque dovrebbero seguirle a breve.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE