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​La croce di Lampedusa
entra al British Museum

Una croce composta con i resti di un barcone di rifugiati che naufragò nel 2013 vicino a Lampedusa causando la morte di 366 persone è l’ultima acquisizione del direttore del British Museum di Londra, Neil MacGregor, in procinto di lasciare il suo incarico. L’opera è stata assemblata dal falegname italiano Francesco Tuccio, che vive nell’isola dove è avvenuta la tragedia. L’imbarcazione trasportava attraverso il Mediterraneo oltre cinquecento rifugiati provenienti dall’Eritrea e dalla Somalia, di cui solo 151 sono sopravvissuti. Si tratta di un omaggio semplice e commovente, ha spiegato lo storico dell’arte alla Bbc. «L’opera di Tuccio permetterà a tutti i visitatori di riflettere su questo momento significativo della storia dell’Europa, un grande processo migratorio che può cambiare il modo con cui concepiamo il nostro continente». Fra i sopravvissuti al naufragio del 2013 c’erano molti eritrei cristiani fuggiti dal loro Paese di origine; Tuccio venne a conoscenza della loro storia frequentando la chiesa del suo quartiere e da quest’incontro nacque l’idea di trasformare in opere d’arte i resti del legno delle “carrette del mare”. La notorietà in tutto il mondo arrivò quando Papa Francesco usò le sue creazioni durante la celebrazione della messa a Lampedusa. «Negli anni — spiega MacGregor — ho fatto acquisire al museo oggetti meravigliosi, molto preziosi o molto umili; tutti, ognuno a suo modo, portatori di speranza».

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