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La crisi climatica
impone un’azione
pronta e risoluta

· Per il Pontefice non è giusto che le nuove generazioni paghino per la nostra irresponsabilità ·

«Il tempo stringe... Non possiamo permetterci il lusso di aspettare... La crisi climatica richiede... un’azione pronta e risoluta»: è l’appello lanciato dal Papa ai partecipanti al simposio promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale con i vertici delle compagnie petrolifere mondiali, incontrati nella Casina Pio IV, nei Giardini Vaticani, nella tarda mattinata di venerdì 14 giugno.

Un contadino a Ranbirsinghpora, in India (Ap)

Nel suo discorso il Pontefice ha denunciato come il cambiamento climatico minacci «il futuro stesso della famiglia umana». E «questa — ha aggiunto a braccio per rimarcare il concetto — non è un’esagerazione». Perché, ha spiegato, «i nostri figli, i nostri nipoti non dovranno pagare, non è giusto che loro paghino il costo della nostra irresponsabilità». Anche in ragione del fatto che, ha chiarito, «come sta diventando sempre più evidente», le nuove generazioni «esigono un cambiamento. “Il futuro è nostro”, gridano i giovani oggi, e hanno ragione!», ha ribadito Francesco.

Commentando il tema dei lavori — La transizione energetica e la tutela della casa comune — il Papa vi ha individuato tre punti interconnessi: «primo, una corretta transizione; secondo, il prezzo del carbone; e terzo, trasparenza nel riportare i rischi climatici». Si tratta di altrettanti «problemi enormemente complessi», perché — ha detto riguardo al primo — «una transizione corretta viene richiamata nel Preambolo agli Accordi di Parigi» e «implica una gestione dell’impatto sociale e occupazionale del passaggio a una società a basso consumo di carbone. Se gestita bene, questa transizione può generare nuove opportunità di impiego, ridurre la diseguaglianza e aumentare la qualità della vita per coloro che sono colpiti dal cambiamento climatico», ha assicurato.

Quanto al secondo aspetto, Francesco ha evidenziato come «una politica del prezzo del carbone» sia «essenziale se l’umanità vorrà usare con saggezza le risorse del creato». Del resto, ha proseguito, «la mancata gestione delle emissioni di carbonio ha prodotto un enorme debito che ora dovrà essere ripagato con gli interessi da coloro che verranno dopo di noi».

Infine il Pontefice ha accennato alla necessità «di trasparenza nel riportare i rischi climatici», visto che «le risorse economiche devono essere sfruttate là dove possono arrecare il massimo bene. Una comunicazione aperta, trasparente, scientificamente fondata e regolata è nell’interesse di tutti», ha detto.

Da qui l’appello conclusivo affinché le riflessioni vadano «oltre le mere esplorazioni di che cosa possa essere fatto» e si concentrino «su che cosa occorre che venga fatto, da oggi in poi. Non possiamo permetterci il lusso di aspettare che altri si facciano avanti, o di dare la priorità a vantaggi economici a breve termine. La crisi climatica richiede da noi un’azione determinata, qui e ora».

Ad ascoltare le sue parole, una settantina di dirigenti di imprese nel settore petrolifero e del gas naturale assieme ad alcuni investitori internazionali ed esperti in campo energetico, che al termine di due intense giornate di lavoro hanno sottoscritto una duplice dichiarazione relativa all’importanza della tariffazione del carbone in vista di una riduzione delle emissioni e alla necessità che le società forniscano informazioni chiare su strategie, azioni, procedure amministrative e risultati attinenti al cambiamento climatico.

Il discorso del Papa

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16 settembre 2019

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