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La credibilità del testimone

· Chiesa e missione ·

La diffusione del Vangelo e l’attività missionaria della Chiesa guidano il rinnovamento della Chiesa. La comprensione della Chiesa a partire dalla nozione di sacramento, inteso come una realtà visibile che si fa segno nella storia e che porta in sé un elemento interiore di grazia, conduce a considerare la vita della Chiesa stessa, la sua realtà di popolo di Dio radunato e la sua figura istituzionale, come linguaggio che dice qualcosa nel mondo, diventa un segno che rimanda al vangelo della riconciliazione. Pensare la Chiesa come sacramento di salvezza, salvezza intesa come riconciliazione o comunione, porta a ripensare all’evangelizzazione non solo come attività della Chiesa, autonoma in rapporto all’esistenza storica della Chiesa, ma come testimonianza donata al mondo dalla Chiesa, popolo di Dio, inscritta nella storia degli uomini e che si rende segno del Regno che deve venire. 

Particolare della predella dell’altaredei Santi Pietro e Paolo (1510-1518 duomo di Heilsbronn)

L’evangelizzazione non presuppone soltanto l’elaborazione di strategie comunicative più adeguate ed efficaci, ma è di fatto legata alla conversione o alla riforma della/nella Chiesa, conversione che non è soltanto individuale, ma conversione e rinnovamento della Chiesa, nelle sue funzioni, nelle sue pratiche, nelle sue attitudini e figure istituzionali. La testimonianza offerta dalla Chiesa è legata a ciò che essa è come realtà visibile inserita nella storia, l’Assemblea del popolo di Dio. Si sorpassa allora la dicotomia della Ecclesia ad extra e dell’Ecclesia ad intra. La vita della Chiesa, la sua realtà tangibile e visibile, le sue funzioni e le sue forme istituzionali, condizionano e determinano la sua capacità di essere segno escatologico nel mondo del Vangelo della riconciliazione e della salvezza. Si può osservare che le ricorrenze della nozione di sacramento per parlare di Chiesa si ritrovano soprattutto nei documenti dedicati al rapporto della Chiesa al mondo (Gaudium et spes e Ad gentes) e laddove il concilio parla della realtà più intima della Chiesa (Sacrosanctum concilium) ma sempre per esprimere la stretta relazione fra queste due dimensioni.
Concepire la Chiesa come segno dell’unità fra gli uomini e della loro unione con Dio, impegna la Chiesa in una testimonianza, in seno all’umanità e attraverso tutto ciò che è, al mistero della riconciliazione e della comunione che è chiamata a esprimere. Non c’è più allora dissociazione fra l’essere e il fare della Chiesa, fra ciò che essa è e ciò che essa annuncia. L’evangelizzazione è allora pensata integrando la testimonianza resa nella vita della Chiesa. Ancor prima dell’annuncio in parola del mistero della riconciliazione, essa stessa è discorso sulla riconciliazione, come del resto suggerisce la Gaudium et spes : «Promuovere l’unità corrisponde infatti alla intima missione della Chiesa, la quale è appunto “in Cristo quasi un sacramento, ossia segno e strumento di intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”. Così essa mostra al mondo che una vera unione sociale esteriore discende dalla unione delle menti e dei cuori, ossia da quella fede e da quella carità, con cui la sua unità è stata indissolubilmente fondata nello Spirito Santo» (42, 3)

di Gilles Routhier

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26 maggio 2019

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