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La Corte Suprema
in aiuto di Trump

· Giudicata legittima la normativa introdotta dal presidente in tema di richiedenti asilo ·

La Corte suprema statunitense, a maggioranza repubblicana dopo le due nomine da parte del presidente Donald Trump, legittima la normativa varata a luglio da Trump che restringe le possibilità di accoglimento delle domande dei richiedenti asilo. Precisamente la Corte ha ribaltato la precedente decisione di una corte d’appello stabilendo invece che devono entrare in vigore le nuove disposizioni, le quali vietano a gran parte degli immigrati centroamericani di chiedere asilo negli Stati Uniti se durante il loro viaggio hanno attraversato paesi terzi sicuri dove potevano avanzare la stessa istanza.

Due giudici della Corte, Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, si sono dissociati dalla sentenza. Sotomayor ha spiegato che si cerca di «sovvertire una prassi di lunga data per i rifugiati che cercano di scampare alle persecuzioni». «Grande vittoria alla Corte suprema degli Stati Uniti sulla questione dell’asilo», ha commentato invece Trump.

Alla luce di questa nuova sentenza quindi sono autorizzati a presentare domanda su suolo statunitense soltanto quanti l’abbiano già presentata in un paese terzo che hanno attraversato durante il viaggio e se la siano vista negare. Potranno rivolgersi direttamente agli Stati Uniti soltanto le persone che si trovano già in Messico o quelle che arrivano via aereo. I migranti che forniranno prove di essere perseguitati nel loro paese d’origine potranno ottenere uno status che garantisce loro di non essere deportati ma non di ottenere i benefici e le protezioni dell’asilo.

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06 dicembre 2019

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