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La corruzione sottrae il  due per cento della ricchezza mondiale

· Promesse ma pochi impegni dal vertice di Londra ·

Tangenti per 2000 miliardi, pari al 2 per cento del Prodotto interno lordo mondiale. È la stima con cui il Fondo monetario internazionale, Fmi, fotografa il fenomeno della corruzione. Se ne è parlato a Londra, al vertice voluto dal premier Cameron. Si è concluso con alcune promesse ma senza impegni. A quanto scrive il Fmi nel rapporto intitolato “Corruption: Costs and Mitigating Strategies”, i costi associati alla corruzione sono «sostanziali». Si può avere un’idea del fenomeno considerando le tangenti pagate ogni anno sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle economie avanzate. Ma le cosiddette mazzette rappresentano soltanto una delle possibili forme di corruzione.

Urgente affrontare il problema, identificato come uno dei «più importanti» nel mondo di oggi.

In particolare, il rapporto si concentra sulla corruzione derivante «dall’abuso d’ufficio per ottenere guadagni privati» e dunque sul settore pubblico. Ma «non significa che i comportamenti di quello privato non siano rilevanti». Per ogni tangente presa da un funzionario pubblico, una viene data da un membro del settore privato.

Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, parla di effetti indiretti e denuncia «una crescita bassa e una maggiore ineguaglianza dei redditi».

Lagarde non accetta di farne un problema soprattutto culturale che necessita tanto tempo. Ci sono Paesi, sostiene, che «sono riusciti a fare progressi significativi in un periodo relativamente breve».

Dunque, l’aspetto culturale non sia un alibi. Servono «istituzioni forti, centrate su un servizio civile professionale sufficientemente indipendente dall’influenza del settore privato e dall’interferenza di quello pubblico». Serve «salvare dalla corruzione corrosiva una politica fiscale solida». Al vertice di Londra, che ha riunito delegati da oltre 40 Paesi, oltre a numerosi organismi internazionali, fra cui il Fmi, si è parlato di corruzione come del «cancro della società in grado perfino di alimentare il terrorismo e l’instabilità politica». Anche la lotta contro l’estremismo passa attraverso quella contro la corruzione.

Da parte sua, Cameron ha annunciato l’introduzione in Gran Bretagna di un registro in cui le società straniere che investono sul lucroso mercato immobiliare dell’isola dovranno rivelare dettagli sui loro asset e su chi ne beneficia. Si parla di circa 100.000 proprietà, di cui oltre 44.000 a Londra. Però, solo cinque Paesi, Francia, Kenya, Olanda, Nigeria e Afghanistan si sono impegnati a fare lo stesso.

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