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La continuità di una missione al servizio della Chiesa e dell'umanità

· Domenica 5 settembre Benedetto XVI in visita a Carpineto Romano per onorare la memoria di Leone XIII nel secondo centenario della nascita ·

La visita di Benedetto XVI a Carpineto Romano in occasione del bicentenario della nascita di Leone XIII era un sogno coltivato in segreto da tante persone. Dunque dal primo momento dell'annuncio dell'arrivo del Papa, dato sia nella cattedrale di Anagni sia a Carpineto il giorno dell'Immacolata dello scorso anno, gioia ed entusiasmo, sorpresa e soddisfazione hanno fatto da sfondo al cammino della diocesi di Anagni-Alatri e, soprattutto, alla vita del piccolo centro ai piedi dei Monti Lepini che ha dato i natali al «Papa delle cose nuove». La visita apostolica di Benedetto XVI è una grazia straordinaria e un dono inatteso a cui non solo Carpineto, ma tutta la diocesi si è preparata con fervore, impegno e amore. Momenti di preghiera, celebrazioni, convegni e altre iniziative stanno offrendo spessore all'«Anno leoniano» che ho avuto modo di indire all'inizio della Quaresima di quest'anno proprio per celebrare il bicentenario della nascita di Papa Pecci. Nella ormai tradizionale lettera di inizio di Quaresima del 17 febbraio scorso così mi rivolgevo alla diocesi: «La Quaresima di quest'anno ci regala anche il ii centenario della nascita di Leone XIII, il Papa “delle cose nuove”, nostro grande conterraneo, che ebbe i natali il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano. Per tale occasione abbiamo ricevuto un dono straordinario, in quanto Benedetto XVI ha benevolmente disposto di visitare Carpineto il 5 settembre di quest'anno. È vero, la visita del Papa sarà limitata solo alla cittadina lepina, ma Benedetto XVI a Carpineto incontrerà tutta la nostra diocesi. Allora dobbiamo preparare bene questo evento. Tutte le iniziative, le proposte e i percorsi diocesani è opportuno che convergano verso tale appuntamento. Sicuramente ci darà una mano l'Anno leoniano che indico fin da questo momento e che si distenderà dal 2 marzo 2010 al 2 marzo 2011. Un anno che prevede una serie di iniziative volte a riscoprire, per apprezzarne il significato attuale, la figura di Leone XIII, il suo servizio alla Chiesa nella Sede di Pietro, il suo ricco magistero su molti contenuti della vita cristiana e, soprattutto, in ordine alla formazione del clero; all'educazione dei giovani, con la responsabilità primaria della famiglia; all'annuncio del Vangelo, che deve diventare lievito per una società umana da plasmare nella carità e nella verità, da costruire nell'amore che prende luce dalla ragione e dalla fede».

La visita del Papa segna il vertice di quest'anno dedicato al ricordo di Leone XIII, all'approfondimento dei suoi insegnamenti e alla riscoperta del suo straordinario servizio alla Chiesa e all'umanità.

La piccola comunità di Carpineto vide nascere tra i suoi figli Vincenzo, Gioacchino, Raffaele, Luigi Pecci che il 20 febbraio 1878, a poco meno di sessantotto anni, venne chiamato al ministero petrino con il nome di Leone XIII. Il disegno di Dio e da sua Provvidenza, come per ogni stagione della storia, seppero garantire alla Chiesa, in un momento particolarmente tormentato e difficile, una guida sicura ed illuminata. Papa Leone fu un pastore che si studiò di andare incontro al «nuovo» che avanzava e alla modernità che bussava alla porta senza pronunciare condanne, con fermezza di principi, con chiarezza di pensiero e, soprattutto, con una buona dose di mansuetudine verso la società del suo tempo.

Benedetto XVI viene a Carpineto per onorare la memoria di Leone XIII, per aiutarci ad apprezzare di più il suo servizio alla Chiesa come successore di Pietro in tempi difficili e il suo importante magistero in ordine ai temi attuali della vita cristiana. Verrà a confermarci nella fede, a rendere più solida la nostra speranza e più vivace la nostra testimonianza a Cristo Risorto, Signore della storia e speranza del mondo. Il Pontefice incontrerà una diocesi piccola, ma vivace nelle sue 56 parrocchie e tre foranie, Anagni-Alatri-Fiuggi; nelle sue comunità religiose maschili e femminili — tra le quali tre i monasteri: delle Carmelitane di Carpineto, delle Clarisse di Anagni e delle Benedettine dell'Adorazione perpetua di Alatri —; nelle sue Confraternite, più di quaranta, e nelle altre aggregazioni, tra cui l'Azione Cattolica presente in più di metà delle parrocchie. La diocesi è ricca di una fede antica. Nonostante il diffondersi del secolarismo essa conserva delle buone radici nel cuore della gente, specialmente nelle zone ancora segnate da forti tradizioni religiose. Accanto ad una religiosità caratterizzata da un andamento di tipo devozionale, in molte parrocchie ci sono tante persone in ricerca, che esprimono una coscienza battesimale abbastanza solida. Sono cristiani, uomini e donne, disponibili a crescere nella fede e a coinvolgersi con responsabilità in un cammino comunitario. Tra le forme di devozione popolare, merita una robusta sottolineatura quella alla Santissima Trinità nel santuario di Vallepietra che, dal 1° maggio al 2 novembre di ogni anno, è meta di un grandissimo numero di pellegrini, circa 400.000. Tanta gente e tanta devozione costituiscono un'ottima occasione di evangelizzazione. Una menzione particolare merita la presenza ad Anagni del Pontificio Collegio Leoniano, fondato da Leone XIII stesso. Si tratta del seminario regionale delle diocesi suburbicarie e del Lazio Sud, tredici Chiese particolari. Un'istituzione dalla ricca tradizione che veicola sul territorio un patrimonio prezioso di ricchezze spirituali, competenze teologiche ed energie pastorali. La diocesi è impegnata in un cammino di rinnovamento pastorale in sintonia con le altre diocesi italiane. La presenza e la parola del Papa ci metterà in grado di rispondere meglio, e con più autenticità evangelica, alle sfide che «il mondo che cambia» ci propone e, soprattutto, alla sfida educativa per la formazione cristiana delle nuove generazioni. Comunicare la fede agli uomini e alle donne di domani, educare al Vangelo e alla vita buona ragazzi e giovani è il più sicuro investimento per il futuro. Ho chiamato più volte l'educazione «il capolavoro della speranza», perché chi vi pone mano lavora per il futuro senza trascurare il presente. Chi educa custodisce nel cuore una grande fiducia nella bontà della vita. Chi educa compie un capolavoro, perché collabora all'opera della creazione e plasma con Dio l'umana esistenza. Per porre mente e cuore a questa difficile impresa occorrono adulti titolari di autorevolezza, competenza, coerenza. E questo sia tra i pastori che tra i fedeli. Tutti — famiglie, catechisti, insegnanti, guide delle comunità ecclesiali — dalla visita del successore di Pietro attingeremo sicuramente coraggio ed entusiasmo per l'avventura educativa.

Ho già ricordato come da alcuni mesi ci stiamo preparando all'incontro con Benedetto XVI soprattutto con le iniziative proposte nell'ambito dell'Anno leoniano. Ma la preparazione più bella e più importante è quella spirituale. È importante che tutti, pastori e fedeli, imbocchiamo decisamente la strada della conversione e del rinnovamento della vita con l'ascolto cordiale della Parola; con la preghiera e la celebrazione della riconciliazione e dell'Eucaristia; con un'esistenza coerente con il Vangelo, in cui la qualità e la bellezza della testimonianza esercitino un fascino contagioso per tutti, ma, in modo particolare, per i ragazzi e i giovani cui sarà dedicato in maniera peculiare il prossimo segmento decennale del cammino di tutte le Chiese che sono in Italia.

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