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La condanna
del mondo islamico
e dei leader cristiani

«Gli attacchi contro civili innocenti che celebrano una festività religiosa dimostrano che le persone che li hanno compiuti non sono altro che vigliacchi disumani». Sono parole di ferma condanna quelle espresse dal Consiglio dei saggi musulmani, sotto la presidenza di Ahmad Al-Tayyeb, il Grande imam di Al-Azhar, in seguito ai sanguinosi attentati terroristici compiuti nel giorno di Pasqua nello Sri Lanka. Questi attacchi, ha denunciato l’organismo islamico, «vanno contro gli insegnamenti di tutte le religioni, nonché contro tutte le leggi e norme sociali internazionali». In un tweet personale, Al-Tayyeb dice inoltre di non poter immaginare che «un essere umano possa prendere di mira persone innocenti nel giorno della loro celebrazione» religiosa. «Queste perverse azioni terroristiche — ribadisce il Grande imam — vanno contro gli insegnamenti di ogni religione».

Messaggi di cordoglio, solidarietà e preghiere sono venuti dai leader cristiani di tutto il mondo. Alle parole di Papa Francesco si sono uniti anche i patriarchi ortodossi di Costantinopoli e Mosca, il primate della Comunione anglicana, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese.

Il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, ha condannato «fermamente qualsiasi attacco terroristico e atto di odio, violenza e fondamentalismo, indipendentemente dalla sua fonte», invitando tutti a cooperare «per costruire la coesistenza pacifica e la collaborazione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco».

Da Mosca, il patriarca Kirill ha indirizzato un messaggio di condoglianze al cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, arcivescovo di Colombo, sottolineando che «gli atti terroristici commessi contro chiese cattoliche e alberghi in Sri Lanka» sono «crimini disumani» che «non possono avere alcuna giustificazione, qualunque sia il pretesto utilizzato dai responsabili». Il leader ortodosso ha anche scritto al presidente della Repubblica dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, dicendosi «profondamente scioccato» e sperando che «l’autorità statale e gli organismi competenti faranno tutto il possibile perché non solo gli esecutori ma anche gli organizzatori di questi sanguinosi crimini non si sottraggano alla responsabilità delle azioni malvagie che hanno commesso».

Sostegno al popolo srilankese è giunto anche dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, per il quale «c’è qualcosa di particolarmente blasfemo nella sfrenata e indiscriminata uccisione di vite umane nel giorno in cui i cristiani celebrano la risurrezione del Signore di ogni vita». Gli attentati perpetrati contro le chiese sono «una negazione oscena della libertà fondamentale che Dio ha dato a tutti noi», prosegue il primate anglicano, secondo il quale «il trauma di queste morti non può servire allo scopo di chiunque conosca veramente Dio, creatore e sostenitore della vita in tutta la sua pienezza».

Dal canto suo, il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), tramite il suo segretario generale, Olav Fykse Tveit, ha affermato che «tali atti di violenza minano la santità della vita e costituiscono un sacrilegio in molti sensi». «Gridiamo contro questo sacrilegio e affermiamo con fermezza che la violenza non deve generare violenza. Nello spirito dell’amore di Cristo — ha aggiunto — ci atteniamo alla convinzione che la violenza, l’odio e la morte non avranno l’ultima parola». Inoltre, l’arcivescovo anglicano di Colombo, Dhiloraj Canagasabey, che è membro del comitato centrale del Cec, ha condannato «questi atti di terrorismo vili e crudeli» in un messaggio di condoglianze «alle famiglie e agli amici di coloro che hanno perso la vita e sono stati feriti». Auspicando «un’indagine approfondita per portare in giudizio i responsabili di questi fatti», il presule chiede al governo di «garantire la sicurezza dei luoghi di culto».

Dalla Terra Santa, i patriarchi e le Chiese di Gerusalemme si sono detti «profondamente rattristati per gli orribili atti di violenza che hanno colpito persone innocenti e credenti durante le funzioni della domenica di Pasqua» e hanno espresso solidarietà a «tutta la popolazione dello Sri Lanka, in particolare coloro che sono stati coinvolti in prima persona in questi attentati terroristici».

Dal mondo ebraico, il presidente del World jewish Congress, Ronald S. Lauder, ha chiesto «tolleranza zero per coloro che usano il terrore per far avanzare i loro obiettivi», aggiungendo che «questo barbaro assalto a fedeli che stavano celebrando uno dei giorni più sacri del cristianesimo, serva da doloroso richiamo del fatto che la guerra contro il terrorismo deve essere in cima all’agenda internazionale e perseguita senza sosta».

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