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La comunità internazionale
condanna
l’escalation militare
in Libia

· Il segretario generale dell’Onu è volato a Tobruk e a Bengasi per incontrare il generale Haftar ·

Miliziani di Haftar (Afp)

«I governi di Francia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna e Stati Uniti sono profondamente preoccupati per i combattimenti nei pressi di Garian, in Libia, ed esortano tutte le parti a ridurre immediatamente le tensioni che stanno ostacolando le prospettive di una mediazione politica dell’Onu»: lo si afferma in una dichiarazione congiunta rilasciata in merito ai recenti sviluppi militari nel territorio libico, con l’offensiva di Haftar verso Tripoli. La dichiarazione è stata rilanciata da alcune agenzie di stampa. E anche Mosca spera che non si arrivi all’uso della forza per risolvere la crisi nel paese. «Speriamo che questo tipo di scenario non si realizzi», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata da Interfax. «Siamo consapevoli che la crisi sarà risolta con gli sforzi politico-diplomatici e negli ultimi anni ci siamo impegnati a tal fine», ha aggiunto.

E la delicata situazione del paese nordafricano sarà al centro oggi di un incontro del Consiglio di sicurezza dell’Onu, chiesto dalla Gran Bretagna, nel quale l’inviato speciale Ghassan Salamè farà il punto sulla situazione. Il segretario generale, António Guterres, ha esortato le fazioni libiche a evitare una escalation per consentire lo svolgimento della conferenza nazionale prevista fra dieci giorni a Ghadames. «Non ci può essere una conferenza nazionale in queste circostanze», ha detto in una conferenza stampa a Tripoli, ribadendo che a suo avviso non c’è una soluzione militare alla crisi libica. Il segretario generale dell’Onu, Guterres, ha quindi lanciato «un appello alle fazioni libiche alla de-escalation», ribadendo che «non c’è una soluzione militare per nessun problema nel mondo e non c’è una soluzione militare per i problemi in Libia». «Solo un dialogo intra-libico può risolvere i problemi del paese», ha aggiunto. La sua visita, ha spiegato, era stata pensata «per portare solidarietà ai libici che hanno già sofferto troppo». Guterres è volato oggi a Bengasi, per incontrare Haftar. Le forze militari che fanno capo a quest’ultimo secondo le ultime notizie sarebbero intanto giunte a poche decine di chilometri da Tripoli. Secondo l’agenzia Nova, la Forza di difesa di Tripoli, che fa capo a Fayez al Sarraj, presidente del Consiglio presidenziale e primo ministro del Governo di Accordo nazionale, ha annunciato di aver lanciato l’operazione “Wadi al Dum 2”, finalizzata a contrattaccare le forze del generale Haftar. Nell’ambito di questa operazione, nella notte è stata riconquistata la postazione “Grande Porta 27”, a ovest della città, e la via costiera a est. La brigata di fanteria 166 delle forze di Haftar ha annunciato l’uccisione di un suo militare e il ferimento di altri quattro negli scontri avvenuti nella notte nella zona di al Aziziya. Anche le brigate di Zawiya, a ovest di Tripoli, hanno dichiarato guerra alle forze di Haftar: i miliziani hanno ripreso il controllo di un checkpoint nei pressi di Sorman, catturando, affermano, un centinaio di soldati.

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22 ottobre 2019

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