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La City contro Brexit

· Lettera del mondo della finanza mentre a Westminster continua il confronto politico ·

Lo scontro sulla Brexit diventa battaglia in campo aperto. Alcuni dei principali rappresentanti della City (il distretto finanziario di Londra) si sono schierati contro l’uscita del Paese dall’Unione, appunto la cosiddetta Brexit. Un’uscita che, secondo la finanza, potrebbe essere «disastrosa per l’economia nazionale». 

Il premier britannico David Cameron durante il suo interventoalla Camera dei Comuni (Ap)

Dubbi confermati dall’agenzia statunitense Moody’s, secondo la quale i costi della Brexit per il Paese supererebbero di gran lunga i benefici, con una serie di rischi per la forte affidabilità creditizia del Regno Unito, le esportazioni e gli investimenti. Non solo, le autorità britanniche si troverebbero impegnate in un difficile negoziato per stabilire le nuove relazioni commerciali con l’Europa. I crescenti timori per il referendum del 23 giugno e il clima di tensione politica altissima a Westminster sono bastati a far traballare la sterlina che ieri ha perso terreno rispetto al dollaro, toccando i minimi dal 2009, e l’euro. E intanto, sempre ieri, alla Camera dei Comuni il premier David Cameron in un lungo e concitato intervento ha spiegato che uscire dall’Europa «sarebbe un grande salto nell’ignoto» e ha attaccato il suo vecchio alleato, il sindaco di Londra Boris Johnson, che nei giorni scorsi ha espresso un parere favorevole alla Brexit.

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22 ottobre 2019

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