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La via cinese nella lotta all’Is

· Visita del presidente turco a Pechino mentre proseguono le operazioni contro i jihadisti ·

Cina e Turchia uniscono le forze per fermare il terrorismo internazionale. La visita a Pechino del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, apre una nuova fase nel conflitto contro il cosiddetto Stato islamico (Is) in Siria e Iraq. 

Banda e guardia di onore schierate a Pechino per l’arrivo di Erdoğan (Epa)

La Cina è infatti un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e potrebbe sostenere la proposta russa — sulla quale Erdoğan e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, hanno discusso pochi giorni fa — di una coalizione internazionale a guida Onu per fermare l’offensiva jihadista che ormai interessa tutto il Vicino e Medio oriente, nonché diversi Paesi africani. Erdoğan può già contare sul sostegno della Nato e dunque, con il via libera di Pechino, avrebbe la strada spianata per fare approvare la proposta.

Il tema della lotta al terrorismo è stato uno dei punti chiave dell’incontro, ieri, tra Erdoğan e il presidente cinese, Xi Jinping. «La cooperazione nella sicurezza e nell’applicazione della legge è un’area importante per i due Paesi — ha spiegato il viceministro degli Esteri cinese, Zhang Ming — ed entrambi si sono accordati sul rafforzamento della cooperazione». Inoltre «Cina e Turchia ritengono molto importante rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta al traffico di esseri umani». Erdoğan si è poi detto d’accordo con Xi Jinping sul fatto che la Turchia «non permetterà a nessuno di usare il territorio turco per fare qualsiasi cosa che possa recare danno agli interessi nazionali e alla sicurezza della Cina».

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06 dicembre 2019

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