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La Cina crede nell’America

· Acquistati titoli di Stato per la prima volta negli ultimi sei mesi ·

Non fa paura lo spettro di un default a stelle e strisce

La Cina, il maggior creditore estero degli Stati Uniti, è tornata ad aumentare le proprie riserve di titoli del Tesoro statunitensi per la prima volta in sei mesi. Lo scrive l’agenzia Bloomberg, secondo cui le riserve cinesi dei Treasury sono salite dello 0,8 per cento, portandosi a 1.149 miliardi di dollari ad aprile, un valore record.

Pechino dunque non sembra temere gli effetti che un mancato accordo sul debito al Congresso potrebbe produrre sull’economia a stelle e strisce. Gli analisti avvertono da tempo che la situazione è grave e che l’America rischia seriamente il default se repubblicani e democratici non troveranno un’intesa per l’innalzamento del tetto del debito.

Ma non è solo verso gli Stati Uniti che il Dragone dirige lo sguardo. La Cina, infatti, vuole essere «un investitore di lungo termine» nel debito europeo. Così si è espresso il portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei, facendo intendere che Pechino è intenzionata ad acquistare e a mantenere nel suo portafoglio titoli dell’area euro. «La Cina è un investitore di lungo termine nel mercato del debito europeo» ha sottolineato Lei, «auspichiamo che la Grecia possa ottenere la stabilità e lo sviluppo attraverso la cooperazione tra l’Unione europea e la comunità internazionale; auspichiamo che i Paesi più importanti possano avere una crescita economica stabile».

Che la Cina sia interessata all’Europa non è una novità. Nei mesi scorsi, il Dragone ha siglato numerosi accordi commerciali con Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Italia e Grecia, promettendo anche di sostenere la domanda di titoli di Stato. È stato il quotidiano economico britannico «Financial Times» ad annunciare, lo scorso maggio, che Pechino e altri investitori asiatici dovrebbero sottoscrivere «una buona parte» delle obbligazioni destinate a finanziare il Portogallo e provenienti dal Fondo europeo per la stabilità finanziaria (Efsf).

La sicurezza cinese in Europa è anche giustificata da una crescita invidiabile. I banchieri appaiono infatti sempre più ottimisti sulle prospettive dell’economia del colosso asiatico. L’indice sulla fiducia del settore messo a punto dalla Banca popolare cinese è salito al 57 per cento nel secondo trimestre dell’anno, l’1,7 per cento in più rispetto al trimestre precdente.

Quanto alla politica monetaria, circa il quaranta per cento degli analisti la considera «appropriata», una percentuale del 3,8 per cento in meno rispetto ai tre mesi precedenti. Questo, certamente, inflazione permettendo.

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25 agosto 2019

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