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La Cina collabora sul nucleare iraniano

· Secondo la Casa Bianca ·

La Casa Bianca sostiene che Pechino continuerà a cooperare con gli Stati Uniti per esaminare «i prossimi passi» nella vicenda del programma nucleare iraniano. Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha sottolineato ieri sera che non è interesse della Cina di avere un Iran dotato di ordigni nucleari.

In precedenza la Cina si era opposta all’ipotesi di nuove severe sanzioni contro l’Iran, richieste con forza da Stati Uniti e Francia per fermare le ambizioni nucleari di Teheran. «Parlare di sanzioni in questo momento complica la situazione e potrebbe ostacolare la ricerca di una soluzione diplomatica», aveva detto — come riferisce l'agenzia Afp — ieri mattina il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, nel corso di una visita presso l’Istituto francese di Relazioni internazionali (Ifri) a Parigi.

Il monito della Cina giunge due giorni dopo le affermazioni del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, secondo cui la Repubblica islamica «non ha problemi» per uno scambio di uranio con le grandi potenze internazionali. Da Vienna l’ambasciatore iraniano presso l’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Ali Asghar Soltanieh, ha sottolineato — ha reso noto l'agenzia sopra citata — che la disponibilità di Teheran di fare arricchire all’estero il proprio uranio è il segno della sua volontà di cooperare con la comunità internazionale.

Nella capitale francese, il ministro Yang, che nel pomeriggio ha incontrato il presidente Nicolas Sarkozy, si è anche detto convinto che Teheran non ha ancora «completamente chiuso la porta» alle grandi potenze internazionali e che per questo bisogna continuare sulla via diplomatica. Sempre ieri a Parigi, il ministro degli Esteri cinese aveva incontrato il suo omologo francese, Bernard Kouchner.

«Le cose continuano a muoversi — ha insistito il ministro Yang — e pensiamo che sia molto importante concentrarsi sul processo diplomatico, attraverso il dialogo e la consultazione». In seno alle sei potenze incaricate del dossier nucleare iraniano (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina; più la Germania) i cinesi sono i più disponibili a continuare il dialogo con Teheran. Per la Cina, infatti, la mancata risposta dell’Iran all’offerta dell’Aiea non è senza appello e il dialogo deve restare una priorità. Ma ancora ieri, l’Agenzia internazionale per l'energia atomica faceva sapere di non aver ricevuto alcun segnale di disponibilità da parte delle autorità di Teheran.

Nel frattempo, la Russia si avvicina alla posizione delle potenze occidentali sull’adozione di nuove sanzioni contro l’Iran per il suo programma nucleare. Lo ha detto ieri Konstantin Kosaciov, capo della commissione Esteri della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento russo), considerato molto vicino al Cremlino. «La possibilità di un’intesa fra Mosca e gli altri Paesi sulla questione di nuove sanzioni — ha dichiarato il parlamentare russo Kosaciov — è nettamente cresciuta. La situazione sta cominciando ad allarmarci ogni giorno di più».

Infine, il Governo di Brasilia — come riferisce l'agenzia di stampa Ansa — ha smentito ieri con decisione che siano in corso negoziati con l’Iran per l’arricchimento di uranio iraniano nelle centrali brasiliane, come riferito in precedenza dal direttore dell’agenzia atomica iraniana, Ali Akbar Salehi.

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14 ottobre 2019

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