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La Chiesa unica istituzione credibile del Madagascar

· Mentre si diffonde l’estremismo e la corruzione ·

Preoccupazione per l’incipiente islamizzazione radicale nell’isola di Madagascar è stata espressa, nei giorni scorsi, da monsignor Désiré Tzarahazana, arcivescovo di Toamasina e presidente della Conferenza episcopale, che sarà creato cardinale il prossimo 29 giugno. Il presule, in un’intervista rilasciata al ramo francese di «Aiuto alla chiesa che soffre», sottolinea come sia sotto gli occhi di tutti la trasformazione della società malgascia con una crescita esponenziale della popolazione di fede musulmana e il progetto di costruzione di moltissime moschee oltre a un proselitismo molto aggressivo. Molti giovani infatti partono verso i paesi arabi a studiare e «quando tornano sono diventati imam, anche se fino al giorno prima erano seminaristi cattolici».

Monsignor Tzarahazana spiega che nonostante il numero dei cristiani in Madagascar sia aumentato negli ultimi anni, raggiungendo il 55 per cento della popolazione, «l’evangelizzazione ha bisogno di andare più in profondità. La maggior parte dei nostri dirigenti professa il cristianesimo, ma — ricorda il presule — è una fede poco profonda se poi, dopo averla professata, si saccheggia la casa del vicino o non ci si preoccupa di come vive la gente. Se fossimo veramente cristiani non saremmo a questo punto. La strada da percorrere è ancora lunga».

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