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La Chiesa promuove la giustizia naturale

· Benedetto XVI al nuovo ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede nell’udienza per la presentazione delle credenziali ·

Benedetto XVI ha ricevuto nella mattina di venerdì 21 ottobre, alle ore 11, in solenne udienza, Sua Eccellenza il Signor Joseph Weterings, nuovo Ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, il quale ha presentato le Lettere con cui viene accreditato nell'alto ufficio. Rilevato alla sua residenza da un Gentiluomo di Sua Santità e da un Addetto di Anticamera, il diplomatico è giunto alle 10.45 al Cortile di San Damaso, nel Palazzo Apostolico Vaticano, ove un reparto della Guardia Svizzera Pontificia rendeva gli onori. Al ripiano degli ascensori, l'Ambasciatore era ricevuto da un Gentiluomo di Sua Santità e subito dopo saliva alla seconda Loggia, dove si trovavano ad attenderlo gli Addetti di Anticamera e i Sediari. Dalla seconda Loggia il corteo si dirigeva alla Sala Clementina, dove l'Ambasciatore veniva ricevuto dal prefetto della Casa Pontificia, l'arcivescovo James Michael Harvey, il quale lo introduceva alla presenza del Pontefice nella Biblioteca privata. Dopo la presentazione delle Credenziali da parte dell'Ambasciatore, avevano luogo lo scambio dei discorsi e, quindi, il colloquio privato. Dopo l'udienza, nella Sala Clementina l'Ambasciatore prendeva congedo dal prefetto della Casa Pontificia e si recava a far visita al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato. Al termine del colloquio l'Ambasciatore si congedava dai dignitari che lo avevano accompagnato e faceva ritorno alla sua residenza. Questo è il testo del discorso del Papa.

Eccellenza,

Nell’accogliervi in Vaticano e nell’accettare le Lettere che la accreditano quale Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario del Regno dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, desidero innanzitutto esprimerle gratitudine per avermi trasmesso il saluto cordiale di Sua Maestà la Regina Beatrice e le chiedo cortesemente di ricambiare e di trasmettere, a sua volta, i miei buoni auspici a lei, nonché il mio apprezzamento per i rapporti cordiali fra la Santa Sede e il suo Paese.

I rapporti bilaterali fra uno Stato-Nazione e la Santa sede sono chiaramente di carattere differente da quelli fra Stati-Nazione. La Santa Sede non è una potenza economica o militare. Tuttavia, come lei stesso ha indicato, la sua voce morale esercita un’influenza considerevole sul mondo. Fra i motivi, c’è il fatto che la posizione morale della Santa Sede non viene intaccata dagli interessi politici o economici di uno Stato-Nazione né dagli interessi elettorali di un partito politico. Il suo contributo alla diplomazia internazionale consiste soprattutto nell’articolare i principi etici che dovrebbero sottendere l’ordine sociale e politico, nell’attirare l’attenzione sulla necessità di agire per sanare le violazioni di tali principi. Lo fa, evidentemente, dal punto di vista della fede cristiana, ma come ho osservato nel mio recente discorso al Parlamento tedesco, il cristianesimo ha sempre evidenziato la ragione e la natura come fonti delle norme su cui lo stato di diritto dovrebbe essere edificato (Discorso al Bundestag, 22 settembre 2011). Quindi, il dialogo diplomatico in cui la Santa Sede si impegna viene condotto su un terreno né confessionale né pragmatico, ma sulla base di principi universalmente applicabili che sono tanto reali quanto lo sono gli elementi fisici dell’ambiente naturale.

Agendo come voce di quanti non hanno voce e difendendo i diritti degli indifesi, inclusi i poveri, i malati, i nascituri, gli anziani e i membri dei gruppi minoritari che soffrono una ingiusta discriminazione, la Chiesa cerca sempre di promuovere la giustizia naturale come è suo dovere e diritto fare. Pur riconoscendo con umiltà che i suoi membri non sempre sono all’altezza degli alti criteri morali che essa propone, la Chiesa non può far altro che continuare a esortare tutti, inclusi i suoi membri, a cercare di fare qualsiasi cosa sia in accordo con la giustizia e la giusta ragione e a opporsi a qualunque cosa sia a esse contraria

Pertanto, non ho dubbi sul fatto che la Santa Sede e il Regno dei Paesi Bassi abbia molti ambiti di interesse in comune. Ambasciatore, lei ha parlato della necessità di promuovere la pace globale attraverso la giusta risoluzione di conflitti e opponendosi alla proliferazione delle armi di distruzione di massa. Lei ha sottolineato la necessità di promuovere lo sviluppo e l’autosufficienza nei Paesi emergenti. Ha menzionato la generosa risposta umanitaria del popolo olandese quando si rende necessario un aiuto umanitario nel mondo. Ha anche parlato della necessità di difendere la dignità umana. Queste e molte altre aree di politica internazionale continueranno a offrire opportunità di scambi fecondi fra il suo Paese e la Santa sede.

Mi rincuorano le sue parole sull’intenzione del Governo olandese di promuovere la libertà di religione che, come sa, è una questione di particolare interesse per la Santa Sede in questo momento. La libertà di religione è minacciata non solo da limitazioni legali in alcune parti del mondo, ma anche da una mentalità anti-religiosa in numerose società, anche in quelle in cui essa gode della tutela della legge. È quindi auspicabile che il suo Governo sia vigile cosicché la libertà di religione e quella di culto continuino a essere tutelate e promosse sia nel Paese sia all’estero.

Nello stesso modo mi rinfrancano i passi che il Governo olandese ha compiuto per scoraggiare l’abuso di sostanze stupefacenti e la prostituzione. Sebbene da tempo la sua Nazione sia paladina della libertà degli individui di operare le proprie scelte, queste ultime vanno scoraggiate se danneggiano chi le fa o altri, per il bene dei singoli e della società nella sua interezza. La dottrina sociale cattolica, come sa, pone una grande enfasi sul bene comune nonché sul bene integrale degli individui e occorre sempre aver cura di discernere se i diritti percepiti sono veramente in accordo con quei principi naturali di cui ho parlato in precedenza.

Con questi sentimenti, Eccellenza, le porgo i miei migliori auspici per il successo della sua missione, e la assicuro del fatto che i vari dicasteri della Curia Romana saranno sempre pronti a offrirle aiuto e sostegno nello svolgimento dei suoi compiti. Su di lei, sulla sua famiglia e su tutto il popolo del Regno dei Paesi Bassi, invoco con tutto il cuore le benedizioni abbondanti di Dio.

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12 dicembre 2019

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