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La Chiesa in Irlanda e il patronato delle scuole primarie

· Intervento della Conferenza episcopale ·

«La Chiesa d'Irlanda considera come suo impegno primario quello di fornire un'educazione confessionale conforme al suo insegnamento e alla sua morale ai bambini che frequentano le scuole primarie gestite dalle organizzazioni cattoliche»: questo è quanto si sottolinea in un comunicato, diffuso martedì, del Consiglio per l'educazione della Conferenza episcopale irlandese sul tema della diversificazione dei patronati scolastici. Nel testo, i presuli irlandesi «non escludono la possibilità di arrivare a una maggiore diversificazione dei patronati e promettono di tenere nel dovuto conto i dati pubblicati nell'ultimo rapporto del Department of Education and Skills» del governo nazionale.

«Guardando al futuro — si legge nel comunicato — i vescovi irlandesi restano convinti che spetta ancora alle organizzazioni cattoliche fornire un'istruzione adeguata ai principi religiosi ai giovani studenti che appartengono a famiglie credenti. Le scuole primarie cattoliche d'Irlanda, con la loro offerta d'insegnamento di buona qualità, danno e continueranno a dare un rilevante contributo alla Chiesa e alla società del Paese».

Nel comunicato del Consiglio i presuli affermano che «la Chiesa cattolica d'Irlanda non considera se stessa come l'unica o dominante curatrice dell'educazione scolastica. I vescovi irlandesi rimangono fedeli a quanto espresso nel documento “Catholic Primary School: A Policy for Provision into the Future” approvato da tutti i membri della Conferenza episcopale nel 2007».

I dati, diffusi due giorni fa dal Department of Education and Skills di Dublino, forniscono un quadro dettagliato sulle scuole primarie esistenti in dieci diverse aree geografiche. Nessuno istituto scolastico presente nel rapporto viene indicato come candidato a un cambiamento di patronato. Nel rapporto del Dipartimento per l'educazione si sottolinea che eventuali cambiamenti dei patronati scolastici non potranno certamente avvenire senza un trasparente procedimento di consultazioni che tenga conto delle scelte e delle convinzioni dei genitori, dei problemi e degli interessi della comunità locale, del parere morale e didattico degli insegnanti e del bene complessivo dell'intera comunità.

Il Consiglio per l'educazione sottolinea che la scelta dei genitori dei fanciulli degli istituti primari è l'argomento chiave dell'intera questione. «Sia la Costituzione irlandese che l'insegnamento della Chiesa — si legge nel testo — enfatizzano il ruolo primario dei genitori nell'educazione dei loro figli. La verifica della scelta parentale richiede molto di più che una semplice analisi quantitativa. Certamente è necessario anche verificare le attitudini familiari, il loro credo, i valori e le speranze».

Per quanto riguarda l'affiliazione religiosa degli istituti scolastici, il Consiglio invita le autorità scolastiche a distinguere tra scuole vocazionali, non vocazionali, intra-vocazionale e multivocazionali. «Spesso — si ribadisce — si pensa che le scuole multivocazionali siano quelle più diversificate, pluralistiche ed inclusive. Tuttavia molte scuole vocazionali (cattoliche, della Chiesa d'Irlanda, presbiteriane, metodiste) sono in pratica le più avanzate nell'affrontare i temi della diversità sociale e contano tra i giovani studenti che le frequentano fanciulli con seri problemi d'inserimento sociale, appartenenti a gruppi etnici minoritari, provenienti da famiglie con gravi problemi socio-economici».

Infine il comunicato del Consiglio per l'educazione invita quanti sono interessati a comprendere l'importanza dell'istruzione cattolica a leggere la lettera pastorale «A vision for Catholic Education in Ireland» pubblicata dalla Conferenza episcopale l'8 maggio 2008.

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