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La Chiesa esiste per evangelizzare

· Il Papa conclude il Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente con un appello alla libertà religiosa ·

Nel 2012 la prossima assemblea generale ordinaria sul tema «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede»

La Chiesa esiste per evangelizzare. Lo ha ricordato il Papa all'Angelus di domenica 24 ottobre, in piazza San Pietro, al termine della messa celebrata nella basilica Vaticana a conclusione dell'Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi.

Cari fratelli e sorelle!

Con la solenne Celebrazione di questa mattina nella Basilica Vaticana si è conclusa l'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, sul tema: «La Chiesa Cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza». In questa domenica, inoltre, ricorre la Giornata Missionaria Mondiale, che ha per motto: «La costruzione della comunione ecclesiale è la chiave della missione». Colpisce la somiglianza tra i temi di questi due eventi ecclesiali. Entrambi invitano a guardare alla Chiesa come mistero di comunione che, per sua natura, è destinato a tutto l'uomo e a tutti gli uomini. Il Servo di Dio Papa Paolo VI così affermava: «La Chiesa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio del Cristo nella Santa Messa che è il memoriale della sua morte e della sua gloriosa risurrezione» (Esort. Ap. Evangelii nuntiandi , 8 dicembre 1975, 14: AAS 68, [1976], p. 13). Per questo la prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, nel 2012, sarà dedicata al tema «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». In ogni tempo e in ogni luogo — anche oggi nel Medio Oriente — la Chiesa è presente e opera per accogliere ogni uomo e offrirgli in Cristo la pienezza della vita. Come scriveva il teologo italo-tedesco Romano Guardini: «La realtà “Chiesa” implica tutta la pienezza dell'essere cristiano che si sviluppa nella storia, in quanto essa abbraccia la pienezza dell'umano che è in rapporto con Dio» ( Formazione liturgica , Brescia 2008, 106-107).

Cari amici, nella Liturgia odierna si legge la testimonianza di san Paolo riguardo al premio finale che il Signore consegnerà «a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione» (2 Tm 4, 8). Non si tratta di un'attesa inoperosa o solitaria, al contrario! L'Apostolo ha vissuto in comunione con Cristo risorto per «portare a compimento l'annuncio del Vangelo» così che «tutte le genti lo ascoltassero» (2 Tm 4, 17). Il compito missionario non è rivoluzionare il mondo, ma trasfigurarlo, attingendo la forza da Gesù Cristo che «ci convoca alla mensa della sua Parola e dell'Eucaristia, per gustare il dono della sua Presenza, formarci alla sua scuola e vivere sempre più consapevolmente uniti a Lui, Maestro e Signore» ( Messaggio per la 84 Giornata Missionaria Mondiale ). Anche i cristiani di oggi — come è scritto nella lettera A Diogneto — «mostrano come sia meravigliosa e... straordinaria la loro vita associata. Trascorrono l'esistenza sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro modo di vivere oltrepassano le leggi... Sono condannati a morte, e da essa traggono vita. Pur facendo il bene, sono... perseguitati e crescono di numero ogni giorno» (v, 4.9.12.16; vi, 9 [ SC 33], Paris 1951, 62-66).

Alla Vergine Maria, che da Gesù Crocifisso ha ricevuto la nuova missione di essere Madre di tutti coloro che vogliono credere in Lui e seguirlo, affidiamo le comunità cristiane del Medio Oriente e tutti i missionari del Vangelo.

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15 novembre 2019

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