Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La Chiesa è evangelizzazione

· ​Paolo VI e la missione ·

Alla fine è possibile tratteggiare l’ultimo ingrandimento dell’Evangelii nuntiandi: la missione come forma ecclesiae. Qui occorre riprendere l’arazzo della seconda parte dell’esortazione, in cui sono ripercorsi gli aspetti che entrano nel compito dell’annuncio evangelico: le vie dell’evangelizzazione, cioè le forme pratiche dell’annuncio (nn. 40-48); i destinatari dell’evangelizzazione, cioè la diversificata galassia degli uomini e delle donne a cui è rivolto il Vangelo (nn. 49-58); gli operai dell’evangelizzazione (nn. 58-73); lo spirito dell’evangelizzazione (nn. 74-80). 

Paolo vi a Medellin (1968)

In questa parte pratica dell’esortazione lo slancio missionario di Paolo VI fa risuonare veramente lo spirito delle origini cristiane, dando un’immagine corale e sinfonica della testimonianza della Chiesa. È la Chiesa «estroversa» che Montini ha sempre sognato e che si fa carico dell’uomo moderno, con verità per la sua condizione fragile e con la carità di un messaggio sanante e liberante. Questa alla fine è l’idea di missione di Paolo VI 
È un momento magico dove il Pontefice ormai quasi ottantenne fa risuonare nel mondo lo spirito del concilio, e fa navigare la Chiesa verso il futuro. Sentiamolo in quest’ultima accorata ammonizione: «“Colma del conforto dello Spirito santo”, la Chiesa “cresce”. Lo Spirito è l’anima di questa Chiesa. È lui che spiega ai fedeli il significato profondo dell’insegnamento di Gesù e del suo mistero. È lui che, oggi come agli inizi della Chiesa, opera in ogni evangelizzatore che si lasci possedere e condurre da lui, che gli suggerisce le parole che da solo non saprebbe trovare, predisponendo nello stesso tempo l’animo di chi ascolta perché sia aperto ad accogliere la Buona Novella e il Regno annunziato» (Evangelii nuntiandi, 75).
Al termine del travagliato periodo postconciliare, questo è il lascito del Pontefice bresciano: «Noi stiamo vivendo nella Chiesa un momento privilegiato dello Spirito. Si cerca dappertutto di conoscerlo meglio, quale è rivelato dalle Sacre Scritture. Si è felici di porsi sotto la sua mozione. Ci si raccoglie attorno a lui e ci si vuol lasciar guidare da lui. Ebbene, se lo Spirito di Dio ha un posto eminente in tutta la vita della Chiesa, egli agisce soprattutto nella missione evangelizzatrice: non a caso il grande inizio dell’evangelizzazione avvenne il mattino di Pentecoste, sotto il soffio dello Spirito» (ibidem).

di Franco Giulio Brambilla

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE