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La Chiesa è di tutti

· Durante la visita a Cesena e a Bologna il Pontefice invita a superare ogni forma di egoismo e rinnova l’appello all’accoglienza ·

Aprire corridoi umanitari per evitare la tragedia dei migranti inghiottiti dal deserto o dal mare

L’appello al buon governo della città, la denuncia del tarlo della corruzione, l’invito al dialogo tra anziani e giovani, la critica alla mondanità spirituale. Nelle due ore trascorse a Cesena domenica mattina, 1 ottobre, Papa Francesco ha ripreso e rilanciato alcuni dei temi più cari al suo pontificato. Con la raccomandazione, rivolta all’intera comunità civile e religiosa della città romagnola, di riscoprire i valori e le passioni che in passato hanno animato la sua ricca storia. «Date il vostro contributo, pronti a far prevalere il bene del tutto su quello di una parte» ha detto ai fedeli riuniti in piazza del Popolo, riproponendo poi, durante l’incontro nella cattedrale di San Giovanni Battista, l’urgenza delle sfide della famiglia, dei giovani, dell’educazione.

Temi, questi, ritornati con forza durante la successiva visita a Bologna, dove il Pontefice ha trascorso il resto della giornata domenicale. Cominciando il suo itinerario con la lunga sosta nell’hub regionale, dove sono accolti immigrati, profughi e residenti asilo. Un momento di solidarietà e di condivisione, che ha offerto al Papa l’occasione per ribadire che il fenomeno dell’emigrazione «richiede visione e grande determinazione nella gestione, intelligenza e strutture, meccanismi chiari che non permettano distorsioni o sfruttamenti, ancora più inaccettabili perché fatti sui poveri».

E di povertà Francesco ha parlato anche nei successivi incontri che hanno concluso la mattinata: in piazza Maggiore, dove ha avvertito che «non si offre vero aiuto ai poveri senza che possano trovare lavoro e dignità», e quindi nella basilica di San Petronio, dove si è fermato a pranzare con un migliaio di anziani, rifugiati, senza fissa dimora, carcerati, disabili ed ex tossicodipendenti. «La Chiesa è di tutti, particolarmente dei poveri» ha sottolineato, ribadendo ancora una volta la necessità di «superare ogni forma di egoismo per accedere alla gioia dell’accoglienza reciproca».

Nel pomeriggio gli ultimi due appuntamenti con la comunità bolognese: nella cattedrale di San Pietro per salutare sacerdoti, religiosi e seminaristi e ricordare loro, in particolare, che la diocesanità è «il nocciolo della spiritualità della vita del presbitero»; e infine allo stadio Dall’Ara per la messa celebrata in vista della conclusione del congresso eucaristico diocesana e caratterizzata da una triplice consegna affidata dal Pontefice alla Chiesa felsinea: la parola, il pane e i poveri.

Il viaggio del Papa

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14 ottobre 2019

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