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La tragedia
dei migranti in Honduras

· Denunciata dalla Chiesa la scomparsa di oltre settecento persone dal 1996 a oggi ·

Tegucigalpa, 2. La Pastorale di mobilità umana, organismo della Chiesa cattolica in Honduras, ha denunciato che 727 cittadini sono scomparsi dal 1996 a oggi durante il loro viaggio verso gli Stati Uniti e ha chiesto al governo «una maggiore incidenza» affinché Messico e Stati Uniti garantiscano i diritti umani di queste persone. Karen Núñez, in rappresentanza della Pastorale di mobilità umana, ha dichiarato all’agenzia Efe che l’organismo ecclesiale e l’Unione nazionale dei comitati dei familiari dei migranti scomparsi hanno documentato 727 casi di honduregni desaparecidos nel viaggio verso gli Stati Uniti. Il 30 agosto, giornata internazionale delle vittime di sparizione forzata, la Chiesa in Honduras ha sollecitato il governo del presidente Juan Orlando Hernández a dare impulso ad «azioni concrete» che permettano di creare un «meccanismo di ricerca» degli individui scomparsi. In un comunicato, la Pastorale di mobilità umana ha inoltre sottolineato l’urgenza di fare pressione su Messico e Stati Uniti affinché garantiscano la difesa dei diritti umani di chi emigra in questi paesi, poiché molte delle sparizioni forzate «avvengono in centri penitenziari o di detenzione» di entrambe le nazioni. «In casi ancora più tragici i desaparecidos sono collegati a sequestri, massacri e altri tipi di fatti violenti», afferma l’organismo ecclesiale esortando Messico e Stati Uniti ad autorizzare l’entrata di autorità consolari, religiosi e organizzazioni della società civile nei centri penitenziari e di detenzione «vista l’alta probabilità che vi si trovino reclusi migranti scomparsi» e «come impegno nella ricerca della verità e della giustizia» per i familiari. Ulteriore richiesta, rivolta al Messico, è di rafforzare la Commissione forense che indaga sui resti e sulle cause di morte di decine di emigranti, in quanto le famiglie dei desaparecidos «ripongono la loro fiducia sull’identificazione dei propri parenti che sono rimasti vittime della violenza».

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