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La Chiesa in Africa
deve imparare a sostenersi da sola

· Autonomia finanziaria e conflitti alla riunione dei segretari generali del Secam ·

La vitalità delle Chiese locali deve misurarsi anche con la capacità di sostenersi sotto il profilo economico; e, quindi, la Chiesa in Africa deve fare tutto il possibile per supportare in modo autonomo i propri programmi pastorali e gli interventi di assistenza socio-economica. 

È l’indicazione emersa dall’incontro dei segretari generali del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam), che si è svolto nei giorni scorsi a Johannesburg, in Sudafrica. «È tempo che l’Africa non dipenda troppo dalle risorse finanziarie provenienti dall'estero», ha affermato padre Nicholas Afriyie, segretario generale della Conferenza episcopale del Ghana, suggerendo l’istituzione di un apposito comitato per la raccolta dei fondi economici, gestito direttamente dal Secam. Padre Afriyie ha auspicato inoltre l’implementazione delle collette annuali che possano contribuire realmente alle necessità della Chiesa locale e ha esortato i vescovi del continente a coinvolgere maggiormente i laici nell’amministrazione di questo settore.

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08 dicembre 2019

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