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La chiamata di Gesù
da Centocelle al Giappone

· A colloquio con i diaconi che saranno ordinati sacerdoti dal Papa - Cronache romano ·

«Sono perfettamente consapevole che fra poche ore riceverò qualcosa di veramente grande. Lo aspetto da tempo. In questi anni ho riflettuto e ponderato la mia scelta, ciò è servito a essere più sereno. Insomma, sono pronto»: è quanto racconta a «L’Osservatore Romano» Alessandro Caserio che, insieme ad altri diciotto diaconi, sarà ordinato sacerdote domenica prossima nella Basilica di San Pietro. A presiedere la messa sarà Papa Francesco.

Otto ordinandi hanno studiato alla Fraternità sacerdotale dei Figli della Croce, uno alla Famiglia dei discepoli, otto appartengono al Collegio diocesano Redemptoris Mater, e due al Pontificio seminario romano maggiore, dove ha studiato Caserio insieme all’haitiano Johnny Joseph con il quale ha condiviso questa settimana un periodo di ritiro, conclusosi venerdì, a Montefiolo, nel reatino. Gli ordinandi hanno seguito gli esercizi spirituali guidati dal vescovo ausiliare Daniele Libanori.

Romano di Centocelle, 38 anni, Alessandro Caserio confessa di non vedere l’ora di ricevere l’ordinazione sacerdotale. Prima di entrare in seminario conduceva una vita normale: lavoro, amici, fidanzata, famiglia. Poi, «è arrivata la chiamata di Gesù. Sentivo dentro di me che mi mancava qualcosa e questo non mi faceva stare bene. Una routine quotidiana, contrassegnata da impegni professionali, familiari, incontri, cene, ma che non mi appagava. Giorno dopo giorno, mi rendevo conto che la mia vita era vuota e che quello che facevo non era sufficiente». Quindi la decisione di entrare in seminario. «È iniziato tutto — ricorda Alessandro — quando iniziai a fare volontariato tra i poveri con la Comunità di Sant’Egidio. Negli sguardi di quelle persone vedevo tante storie tristi. E questi sguardi mi hanno permesso di incrociare lo sguardo di Dio. Allora, ho deciso di abbandonare il lavoro, gli amici e i divertimenti ed entrare in seminario. Sono convinto — aggiunge Alessandro, citando una frase di Chiara Corbella Petrillo, di cui è in corso il processo di beatificazione — che la vita di fede è fatta di piccoli passi possibili. Sono felice di essere cresciuto in una famiglia cristiana. Ed è a mia madre che devo la mia fede, mentre ringrazio mio padre e mia sorella per avermi aiutato e sostenuto in tutte le mie scelte di vita».

I nuovi presbiteri pronunceranno il loro “sì” nella quarta domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, in cui la Chiesa cattolica celebra la cinquantaseiesima Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Per l’occasione, venerdì sera l’Ufficio per le vocazioni della diocesi di Roma, in collaborazione con i seminari romani, ha promosso una veglia di preghiera per le vocazioni, nella Basilica di San Giovanni in Laterano con una riflessione del cardinale vicario, Angelo De Donatis.

«Se Papa Francesco dovesse chiedermi qualcosa — dice al nostro giornale l’haitiano Johnny Joseph — chiederò di intervenire per aiutare il nostro Paese martoriato da calamità naturali e povertà. Abbiamo bisogno che il Papa ci stia vicino e si interessi dei nostri molteplici problemi. Inoltre, gli chiederò di darmi coraggio. Subito dopo l’ordinazione, infatti, farò ritorno nel mio Paese — prosegue — dove inizierò a fare il sacerdote nella mia diocesi». Johnny, prima di arrivare a Roma frequentava il seminario ad Haiti, ma il terremoto ha reso inagibile l’edificio e il suo vescovo decise di fargli proseguire gli studi in Italia. «Sarò a fianco dei miei fratelli haitiani, ma con il cuore a Roma. Il mio Paese ha bisogno di un sostegno spirituale perché c’è tanta povertà e ingiustizia».

A non avere dubbi che Alessandro e Johnny saranno due bravi sacerdoti è fratel Gabriele Faraghini, rettore del Pontificio seminario romano maggiore, dove i due giovani hanno studiato e si sono formati. «Si sono preparati per raggiungere questa importante meta con tanta serenità e gioia. Mi auguro che potranno vivere serenamente il Vangelo. Li vedo tranquilli anche se l’emozione non mancherà sicuramente».

Oltre ad Alessandro Caserio e Johnny Joseph del Pontificio seminario romano maggiore, pronunceranno il loro “sì” davanti al Papa Michele Reschini e Francesco Maria Sametti di Busto Arstizio, Goran Kuhner di Zagabria, Andrea Vignati di Legnano, Giovanni Maggioni di Segrate, Tommaso Fontana di Gravedona, Massimiliano Maria Spezia di Varese e Matteo Mussi di Rho. Gli otto ordinandi fanno parte della Fraternità sacerdotale fondata da don Giacomo Martinelli, moderatore generale dei Figli della Croce. Fa parte della Famiglia dei discepoli il peruviano John Larry Flores Panaifo, mentre dal seminario Redemptoris Mater provengono Giuseppe Vattimo, i romani Calogero Amato, Giovanni Cristofaro e Giancarlo Maria Honorati, Aldo Donelli di Castel San Giovanni, Claudio Piangiani, il giapponese Makoto Ota e Simone Montori di Civita Castellana.

di Francesco Ricupero

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24 agosto 2019

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