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La casa comune
non può attendere

· I vescovi statunitensi chiedono il rispetto degli impegni sul clima ·

Rispettare gli accordi presi a livello internazionale e impegnarsi per la difesa dell’ambiente naturale sia a livello nazionale che globale. È quanto, nella sostanza, chiede l’episcopato statunitense insieme al Catholic Relief Services (Crs) in una lettera indirizzata al segretario di stato Rex Tillerson. A firmare la missiva sono il vescovo di Las Cruces, Oscar Cantù, presidente della commissione Giustizia e pace, il vescovo di Venice, Frank J. Dewane, presidente della commissione Giustizia e sviluppo umano, e il responsabile dell’agenzia umanitaria, Sean Callahan.

Il documento esordisce ricordando come «la tradizione giudaico-cristiana ha sempre inteso l’ambiente come un dono di Dio, perciò, siamo tutti chiamati a proteggere la nostra casa comune». Di qui l’appello perchè siano rispettati gli impegni che la passata amministrazione statunitense aveva sottoscritto nell’autunno 2015 in occasione della conferenza internazionale sul clima di Parigi. La missiva ricorda come già in passato l’episcopato abbia sostenuto l’urgenza del finanziamento dei programmi di adattamento e attenuazione degli effetti del cambiamento climatico inclusi nell'accordo di Parigi. I presuli e il Crs sottolineano l’importanza di agire all’interno del paese per limitare le emissioni di carbonio e contribuire, in questo modo, a mitigare le conseguenze del cambiamento climatico sulle popolazioni più vulnerabili. «L'accordo di Parigi è un passo fondamentale per entrambi questi obiettivi», si legge ancora nel testo.

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15 dicembre 2017

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