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La carità segno distintivo  della vita del cristiano

· Lo sottolinea il Papa in un messaggio ai cattolici argentini per la colletta nazionale «Más por menos» ·

I cristiani sono chiamati ad «amare tutti con lo stesso amore con il quale Dio ci ama, manifestando così che la carità deve essere il segno distintivo della loro vita»: è quanto ricorda Benedetto XVI ai fedeli argentini in occasione della colletta nazionale Más por menos , giunta quest'anno alla sua 41ª edizione. Benedetto XVI ha indirizzato — attraverso il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, che a sua volta lo ha fatto pervenire al nunzio apostolico Adriano Bernardini — un breve messaggio ai cattolici del Paese, nel quale sollecita la loro generosità e sottolinea come l'iniziativa costituisca «un'encomiabile opera che cerca di aiutare i meno favoriti e sollecitare la solidarietà».

Dopo aver evidenziato che il momento attuale non è «esente da difficoltà», il Papa esorta i credenti a «coltivare ogni giorno l'ascolto della Parola divina, la preghiera perseverante, la partecipazione assidua ai sacramenti e l'unione fraterna, come alimento di una carità ogni volta più intensa e per dare nuova vita ai valori universali della convivenza umana». Infine, il Pontefice «raccomanda a nostra Signora di Luján, celeste patrona del popolo argentino, questa benemerita iniziativa, supplicandola che sostenga con la sua protezione tutti quelli che vi partecipano con risposte concrete ed efficaci, e imparte loro una speciale benedizione apostolica, feconda di copiose grazie celesti».

La colletta Más por menos è promossa dalla commissione episcopale per l'aiuto alle regioni più bisognose dell'Argentina. Quest'anno ha per tema «Costruiamo una storia senza esclusi» e verrà effettuata sabato 11 e domenica 12 settembre in tutte le parrocchie del Paese. Quanto raccolto verrà distribuito tra le 25 diocesi argentine più bisognose. Cinque i livelli di priorità su cui concentrare gli interventi di aiuto a favore dell'infanzia, in particolare per la costruzione di alloggi e mense comunitarie, e per favorire l'apertura di piccole imprese che diano lavoro ai giovani.

Il vescovo di Goya e membro della commissione episcopale per l'aiuto alle regioni più bisognose, monsignor Ricardo Oscar Faifer, ha sottolineato che i risultati già ottenuti nelle scorse edizioni della colletta «manifestano che lo scandalo della povertà ha commosso il cuore e ha toccato il portafoglio dei fedeli»; al tempo stesso, «indicano la valorizzazione e la fiducia riposte in questa iniziativa come una maniera di condivisione effettiva e trasparente». Monsignor Faifer ha rivelato che la campagna dello scorso anno, rispetto a quello precedente, ha registrato un incremento notevole delle offerte: si parla infatti di un 35 per cento in più. Sono stati incassati un milione e 700.000 euro devoluti alle 25 diocesi in difficoltà.

«La colletta Más por menos — ha sottolineato il presule — non è la soluzione della povertà; è un buon mezzo per approssimarci a diminuire la distanza tra la realtà e questa sfida storica. Mezzo concreto, efficace, alla portata di tutti». Il vescovo si è detto fiducioso che con la collaborazione di tutti i fedeli si possa raggiungere un obiettivo quanto mai arduo. La celebrazione del bicentenario argentino potrebbe essere un'occasione per dare priorità nazionale «allo sradicamento della povertà e allo sviluppo integrale di tutti». L'episcopato del Paese ha più volte richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica sul problema della povertà. Molti istituti economici privati e organizzazioni a difesa dei consumatori hanno lanciato l'allarme sulla situazione della popolazione. La Chiesa stessa ritiene, secondo calcoli propri, che circa il 40 per cento degli argentini sia colpito dalla povertà. Da qui l'insistenza a fare delle celebrazioni del bicentenario l'occasione per trasformare la lotta contro la povertà in una vera priorità nazionale.

Un'altra iniziativa caritativa promossa dalla Chiesa argentina, alla quale il Pontefice ha dato il proprio sostegno, è stata la Giornata nazionale della Pontificia opera dell'infanzia e adolescenza missionaria (Iam), celebrata domenica 22 agosto in tutte le chiese del Paese. La Giornata si inserisce nel mese missionario, volto a sensibilizzare i giovani e i ragazzi alla solidarietà nei confronti dei loro coetanei più sfortunati. Il tema scelto quest'anno è «Per l'Asia e il mondo intero, ogni giorno missionari». Benedetto XVI ha espresso la sua partecipazione all'iniziativa attraverso un messaggio inviato al nunzio apostolico Bernardini. «Che la Giornata di preghiera e riflessione — ha esortato il Pontefice — contribuisca efficacemente al rinnovamento della fede e della vita cristiana, in modo che lo zelo missionario, specialmente nei giovani e nei bambini, fiorisca nell'ambito della diocesi e risvegli nel cuore di ogni membro delle Chiese locali il desiderio di condividere la perenne missione, che Cristo affidò alla Chiesa, di annunciare il Vangelo a tutte le genti».

Sulla scia di quello del Papa, anche il direttore della Pontificia opera dell'infanzia e adolescenza missionaria, don Osvaldo Pablo Leone, ha rivolto un messaggio ai giovani nel quale spiega in particolare la natura e la finalità della Pontificia opera. «L'animazione missionaria — scrive — ha come obiettivo fondamentale: risvegliare, ravvivare e sostenere lo spirito missionario universale. La Iam è al servizio della Chiesa. Tanto i bambini quanto gli adolescenti sono molto sensibili ed entusiasti quando si offre loro la possibilità di essere missionari. La Iam ha l'impegno di animare la missione offrendo questo servizio ad altri bambini e adolescenti di qualsiasi movimento o istituzione». Tra gli scopi dell'iniziativa c'è quello di offrire nelle parrocchie giornate o incontri di animazione missionaria, tanto per gli educatori, quanto per gli alunni, affinché «la catechesi possa assumere la dimensione missionaria universale che le corrisponde». La Iam è occasione per promuovere anche animazione e formazione missionaria attraverso lo scambio di materiali ed esperienze con i diversi movimenti.

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