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La capitale che sprofonda
nella sete

· Crisi idrica a Città del Messico ·

Dieci metri in sessanta anni. Di tanto è sprofondata Città del Messico, megalopoli in cui vivono oltre venti milioni di persone. Il fenomeno, che ha già causato evidenti danni a molti edifici, è dovuto al costante prosciugamento della falda freatica sulla quale sorge la città. Perché Città del Messico, a causa del crescente fabbisogno di acqua dovuto al costante aumento della popolazione, continua a scavare sempre più in profondità, indebolendo gli strati d’argilla dove gli aztechi costruirono la loro antica capitale.

Un edificio con gli evidenti effetti dell’abbassamento del terreno

Oggi la metropoli consuma poco meno di 300 miliardi di litri d’acqua all’anno. Contemporaneamente, la falda da cui viene attinta la preziosa risorsa si abbassa di circa un metro. È un circolo molto poco virtuoso aggravato dai cambiamenti climatici, che in questo caso rivelano un impatto poco appariscente, ma non per questo meno pericoloso. Temperature più alte e siccità più frequenti significano un aumento dell’evaporazione e della domanda d’acqua. Le autorità sono quindi costrette a scavare sempre più in profondità, accelerando lo sprofondamento della città. O in alternativa ad attingere a riserve distanti, pagando dei costi elevatissimi. Della sete di Città del Messico si sono occupati urbanisti, sociologhi e politologi, proprio per le molteplici ricadute che la questione può avere. Una rete locale ha prodotto un documentario, Ho2mx, in cui viene denunciata la mancanza di una corretta gestione delle risorse idriche, «perché l’acqua non genera voti». Più recentemente, il «New York Times» ha dedicato alla sete messicana una lunga corrispondenza, corredata da alcuni, significativi aneddoti. Come quello del ragazzo inghiottito da una crepa improvvisamente apertasi in una strada dell’immenso quartiere di Iztapalapa dove vivono quasi due milioni di persone, molte delle quali senza accesso all’acqua potabile. La situazione di Città del Messico, ubicata a 2200 metri di altezza nel centro del paese, è la più concreta testimonianza che gli effetti dei cambiamenti climatici non sono limitati alle regioni costiere o insulari, minacciate dall’innalzamento dei mari.

di Giuseppe Fiorentino

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21 settembre 2019

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