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Un avvenimento
che appartiene a tutti

· Oltre un milione di fedeli a Roma e due miliardi collegati in mondovisione ·

«C’ero anch’io». Chissà quante volte questa frase riaffiorerà sulle labbra di quel milione (forse più, forse meno) di persone che nei giorni, nei mesi, negli anni a venire certamente si troverà a ripensare alla domenica 27 aprile 2014, vissuta a Roma, in piazza San Pietro e dintorni. La domenica già consegnata alla storia come “il giorno dei quattro Papi”, quella della canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II presieduta da Papa Francesco e concelebrata dal Papa emerito Benedetto XVI.

Sono andati esauriti gli aggettivi per qualificare questo avvenimento di fede che, come forse mai nella storia, ha per giorni e giorni occupato spazi inusuali nell’universo della comunicazione, e non necessariamente di quella religiosa. Alcuni certo più ispirati dalla presenza di elementi mediaticamente appetibili, altri più consoni e soprattutto più in sintonia con quanto è accaduto domenica mattina in piazza San Pietro. Tra questi ultimi quello usato per significare il senso vero del papato, unico a prescindere da coloro che concretamente lo incarnano. E ieri, in una piazza straripante di quella fede del popolo di Dio che costituisce l’anima palpitante della Chiesa, si è resa visibile e concreta proprio quella continuità che resta il filo conduttore da oltre duemila anni.

Abile la mano che ne ha disegnato la scenografia. Sulla facciata della basilica — ormai restituita al suo originario splendore — le immagini dei due Pontefici che indubbiamente hanno dato il via a una nuova primavera della Chiesa. Chiamandola l’uno a un profondo esame di coscienza per ritrovare la via che porta l’uomo a Cristo, e l’altro a riscoprire il volto giovane che si cela tra le rughe causate dalla corrosione dovuta al trascorrere di un tempo vissuto secondo le leggi del mondo. E sul sagrato due successori di Pietro viventi, coautori di un’opera ancora straordinaria, portata avanti fino a elevare, come offerta sull’altare della santità, la fede raccolta dai loro predecessori seminatori del vangelo della vita e della pace nel mondo.

I numeri indicano oltre due miliardi di persone collegate con la piazza della festa attraverso ogni mezzo offerto dalla più avanzata tecnologia per le comunicazioni. Tanti quanti avranno certo visto l’abbraccio affettuoso tra Jorge Mario Bergoglio e Joseph Ratzinger, prima e dopo la celebrazione. In pochi però hanno avuto la sorte di ascoltare quel “grazie” rivolto due volte da Papa Francesco a Benedetto XVI, al termine della lunga ma sobria celebrazione. Un “grazie” sussurrato e accolto come tra due compagni che si sono vicendevolmente sostenuti nel realizzare un sogno.

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18 ottobre 2019

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