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Per la Brexit
nessun accordo o rinvio

· L’ipotesi “no deal” al voto a Westminster dopo la seconda bocciatura del piano May ·

Attivista pro Brexit manifesta all’esterno  di Westminster (Reuters)

Nessun accordo: non è solo la traduzione dell’espressione inglese “no deal” — ipotesi sulla quale il parlamento britannico è chiamato a pronunciarsi oggi — ma è anche la fotografia di quanto sta accadendo nel Regno Unito. Si tratta della seconda sconfitta per la linea del capo del governo conservatore e sui giornali britannici si leggono parole come «Caos» e «disfatta». «May perde il controllo della Brexit», titola il «Financial Times», secondo il quale l’autorità del premier è ormai «a brandelli». «Un’altra sonora sconfitta per la May e mancano solo 16 giorni alla Brexit», si legge sulla prima pagina del progressista «The Guardian». Secondo quanto scrive «The Times», una delegazione di autorevoli Tory potrebbe chiedere a May di dimettersi, aprendo alla possibilità di elezioni anticipate. 

Il portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha commentato il voto: «Ci dispiace, ma da parte europea abbiamo fatto tutto il possibile per raggiungere un accordo. Visto le assicurazioni aggiuntive fornite a dicembre, gennaio e anche lunedì sera, è difficile vedere cosa altro possiamo fare: se c'è una soluzione all'attuale impasse, può essere trovata solo a Londra». E Bruxelles chiarisce: «Se ci sarà una richiesta ragionata da parte del Regno Unito per un'uscita posticipata, i 27 paesi dell'Ue la valuteranno e decideranno all'unanimità».
A sostenere la linea del rinvio è la Confindustria britannica. Carolyn Fairbairn, direttore generale della Confederation of British Industry, chiede di prorogare l'articolo 50 ma sottolineando che «serve un nuovo approccio: i Conservatori devono rinunciare ai loro paletti, il Labour deve sedersi al tavolo con un autentico impegno per trovare soluzioni». Fairbairn chiosa: «È ora di fermare questo circo».

di Fausta Speranza

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