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La Bibbia patrimonio dell'umanità

· L'esposizione dell'Abf nella sede dell'Unesco a Parigi ·

Tavole rotonde all'insegna dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso, testimonianze, approfondimenti, per comprendere come l'influenza della Bibbia vada ben al di là della civiltà ebraico-cristiana che ha contribuito a plasmare, come essa sia, appunto, patrimonio dell'umanità. Dopo Monaco, Nîmes, Strasburgo e Vannes, l'esposizione itinerante La Bibbia, patrimonio mondiale dell'umanità , organizzata dall'Alleanza biblica francese (Abf), è sbarcata ieri a Parigi, nella sede dell'Unesco, dove resterà fino a venerdì. Una mostra interattiva e multimediale, che presenta i diversi aspetti della Bibbia da un punto di vista culturale, storico e letterario, senza preconcetti confessionali, e che contribuisce a mettere in risalto l'influenza del libro sui popoli delle differenti aree del mondo.

«Il nostro desiderio — spiega il responsabile dell'esposizione, Matthieu Arnéra — è essere al servizio di tutte le Chiese. Il consiglio di amministrazione dell'Alleanza biblica francese è infatti composto da rappresentanti sostenuti dai membri di ogni confessione, anche se non fanno parte direttamente di esse. Vogliamo che questa mostra itinerante sia ecumenica e anche interreligiosa nelle città dove sono presenti comunità ebraiche», ha sottolineato Arnéra.

Per allestire l'esposizione sono stati necessari tre anni di lavoro da parte di un'équipe interconfessionale di ricercatori e biblisti, tutti volontari, che si sono prodigati in un'opera di totale ammodernamento di una precedente mostra. I visitatori hanno a disposizione una collezione unica di bibbie antiche (come il Nuovo Testamento di Erasmo) e di papiri, tavolette cuneiformi e di altri oggetti archeologici. Delle bibbie sono a disposizione del pubblico che potrà consultare i testi percorrendo ogni capitolo, ogni versetto, ascoltarli e vederli, accompagnati da musiche e canti. La mostra si rivolge al grande pubblico, in particolare a scolari e a studenti. Sono infatti le giovani generazioni le più interessate ai diversi supporti interattivi e multimediali. «Come i nostri figli — si chiedono gli organizzatori — in una società così complessa e incerta troveranno i loro punti di riferimento, un orientamento spirituale, dei valori di apertura e di fraternità? Ogni generazione ha la responsabilità di trasmettere il messaggio biblico in modo che ciascuno se ne appropri per costruire il futuro».

Il programma della mostra dell'Abf prevede, oggi e domani, quattro tavole rotonde. Alla prima, «Vivere la Bibbia nei Paesi della Bibbia», partecipano i direttori delle Società bibliche turca, palestinese, israeliana e arabo-israeliana. In Turchia la Società biblica è protagonista del dibattito su religione e laicità e in prima linea nella difesa delle minoranze religiose, così come, in Israele e nei Territori palestinesi, sullo sfondo delle tensioni comunitarie e religiose, i responsabili delle tre associazioni sono impegnati, insieme, nella promozione di una cultura della pace e del dialogo.

Monsignor Emmanuel Lafont, vescovo di Cayenne (Guyana), è tra gli ospiti della conferenza su «Bibbia e dialogo di culture», mentre il vescovo di Créteil, Michel Santier, presidente del Consiglio episcopale per le relazioni interreligiose, parteciperà al dibattito «Sguardi incrociati sulla Bibbia» assieme al gran rabbino René-Samuel Sirat, direttore della cattedra «Conoscenza reciproca delle religioni del Libro e insegnamento della pace» all'Unesco, al pastore e teologo Louis Schweitzer, e all'islamologo Rachid Benzine, dell'Osservatorio del religioso all'Istituto di studi politici di Aix-en-Provence. Sguardi incrociati sulla Bibbia, vista al di là della civiltà ebraico-cristiana, e sulla sua influenza nell'era della mondializzazione e del mescolamento delle culture e delle religioni.

In occasione dell'inaugurazione della mostra, sono stati resi noti i risultati di un sondaggio condotto dall'Ipsos per conto dell'Abf. Secondo le risposte del campione (1.017 persone di età superiore ai 15 anni), il 37 per cento dei francesi possiede una bibbia e, tra essi, il 3 per cento la legge quasi tutti i giorni. Un dato in discesa di cinque punti rispetto a un analogo sondaggio del 2001, il quale indicava che il 42 per cento dei cittadini aveva in casa una bibbia. Le cifre tuttavia salgono tra i cattolici praticanti, i lettori più assidui con il 68 per cento del totale: uno su due la consulta almeno una volta a settimana.

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