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La Bibbia impossibile

· Cisneros e la Poliglotta Complutense ·

La parola “complutense” in Spagna è sinonimo di alta cultura. Per avere un’idea dell’importanza di questa università basta dare una scorsa all’elenco degli ex alunni: da Giovanni della Croce a Lope de Vega, da Francisco de Quevedo a Calderón de la Barca. Un ateneo nato per iniziativa di un gigante del XV secolo, il cardinale Francisco Jiménez de Cisneros, morto a Roa l’8 novembre di cinque secoli fa. La quantità di iniziative promosse, perseguite, realizzate da Cisneros nel corso della sua lunga vita — fronteggiando imprevisti, problemi e resistenze di ogni tipo — è veramente sbalorditiva, scrive Maria Luisa Regueiro Rodríguez sull’ultimo numero della rivista gesuita «Razón y fe».

La prima pagina della Poliglotta Complutense, con lo stemma cardinalizio di Cisneros

Per promuovere la riforma del clero e la vita pastorale, nel 1497 convoca un sinodo ad Alcalá de Henares e un anno dopo a Talavera; invia missionari, soprattutto francescani, nelle Americhe, e cerca di migliorare l’interpretazione delle Sacre Scritture e ampliare le fonti bibliografiche della Chiesa. Da questa preoccupazione nascono i suoi progetti più lungimiranti: la creazione dell’ateneo di Alcalá — Complutum in latino, da qui il nome dell’università, rimasto inalterato fino ai nostri giorni anche se dal 1836 la sede è a Madrid — e quell’opera incredibile per complessità, ricchezza e precisione nota con il nome di Bibbia poliglotta complutense. Entrambe le iniziative, ribadisce l’autrice dell’articolo, fanno parte di un vasto, ambizioso programma di riforme, che risente dell’influsso di varie — e contraddittorie — correnti di pensiero coeve, dal messianesimo francescano al misticismo di Raimondo Lullo. Anche le pagine meno luminose della biografia di Cisneros — come il battesimo forzato dei musulmani e il rogo dei loro libri a Granada — devono essere viste in quest’ottica per essere meglio comprese e contestualizzate. La scacchiera sociale della Spagna e del Nordafrica del tempo è un quadro complesso, pieno di sfumature diverse e di elementi eterogenei. Per ironia della sorte, proprio a Granada — scrive Pedro Miguel Lamet sull’ultimo numero di «Vida Nueva» — Cisneros riuscì a guarire da una grave malattia solo grazie alle cure di una vecchia curandera musulmana. E tra i suoi collaboratori più stimati non mancarono mai colti conversos di origine ebraica.

Quando il cardinale fa partire il progetto della Bibbia poliglotta, con i testi originali insieme alle loro principali traduzioni, la stampa a caratteri mobili ha solo un decennio di vita, ma già rivela tutte le sue straordinarie potenzialità. Fra i primi bestseller, ovviamente, non potevano mancare i libri della Sacra Scrittura; anche Aldo Manuzio iniziò un progetto, mai realizzato, di Bibbia plurilingue. Cisneros riprende questa idea nel 1502, con un orientamento più, diremmo oggi, “globalista” e più rigoroso dal punto di vista filologico. Per pubblicare la Bibbia nelle sue lingue originali, fedele alle fonti, era necessario riunire una grande quantità di esperti di lingua ebraica, caldea, greca e latina. Per lavorare con le fonti più sicure possibili Cisneros comprò manoscritti provenienti da Toledo, da Firenze, dalla Grecia e dalla Siria. Acquistò a proprie spese esemplari unici molto costosi, tra cui, scrive Maria Luisa Regueiro Rodríguez «una Bibbia gotica che costò quattrocento ducati, e per sei codici ebraici pagò quattromila ducati d’oro», una vera fortuna per l’epoca.

Le pagine di quest’opera monumentale sono un complesso mosaico di alfabeti diversi: è incluso il testo ebraico, e quelli latino della Volgata e greco della Settanta (con traduzione latina interlineare) disposti su colonne parallele. Per il Pentateuco viene anche pubblicato, nella parte inferiore di ogni pagina, il targum di Onkelos nell’originale aramaico e in traduzione latina. Per il Nuovo Testamento, il testo greco è affiancato dalla Volgata. I sei volumi furono stampati tra il 1514 e il 1517, pochi mesi prima della morte del loro ispiratore e mecenate.

di Silvia Guidi

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19 settembre 2019

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