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La Bibbia contadina

· Storie e leggende dall’Europa orientale ·

Il piccolo libro La Bibbia contadina. Storie e leggende (a cura di Annamária Lammel e Ilona Nagy, Bologna, Edizioni Dehoniane, 2017, pagine 309, euro 20) raccoglie racconti trascritti dalla tradizione orale nelle campagne di Ungheria, Austria, Slovacchia, Romania, Serbia, Slovenia e Croazia, oppure ripresi da raccolte simili del XIX secolo. I testi — organizzati secondo l’ordine cronologico della Bibbia canonica, cioè dalla Genesi all’Apocalisse — sono al tempo stesso lirici e magici, divertenti e talvolta perfino osceni, e lasciano intravvedere la trama dei racconti dei parroci di campagna. Un ricco materiale, nel quale il diavolo è attivo protagonista, in cui Pietro disobbedisce spesso a Gesù, e il comportamento inquietante attribuito alle donne tradisce un resistente fondo misogino.

L’arroganza degli angeli — Mentre Dio era sulla terra, gli angeli ne approfittarono per fare i loro comodi. Quando il Signore ritorno, li cacciò. Gli angeli precipitarono giù dal cielo, ma Lucifero rimase aggrappato alla luna. Ancora oggi lo si può vedere molto bene: è sempre lì. Set in paradiso — Quando Set, il figlio minore di Adamo, divenne un ragazzo, parlava con suo padre della bella vita che avrebbero potuto condurre se non avessero commesso il peccato. Se fossero rimasti in paradiso. Il giovane Set chiese ai suoi genitori di condurlo in paradiso e di mostrargli il luogo dal quale erano stati cacciati. Adamo si rifiutò, ma Set partì da solo alla volta del paradiso. Arrivato davanti al giardino, un angelo gli sbarrò la strada e gli fece segno di scendere, ma Set riuscì a dare un’occhiata e rimase impietrito. Poi, con la tristezza nel cuore, fece ritorno.  Isacco — Abramo continuava a restare senza figli. Sua moglie Sara aveva all’incirca cent’anni, e lui centodieci. Abramo ingannò la moglie, si risposò e poi la moglie Sara tornò e mise al mondo un figlio, Isacco. Il piccolo Isacco crebbe molto bene, riempiendo di gioia i suoi genitori. Ma ecco che Dio chiese ad Abramo di sacrificare Isacco, suo unico figlio. Abramo ne era molto dispiaciuto. Isacco, che era già grande, portò lui stesso la legna per il sacrificio. Il povero Isacco partì con suo padre, che teneva in mano un’ascia. Isacco non sapeva dove stavano andando. Posero la legna per costruire il piccolo altare. Abramo fece inginocchiare il giovane sulla pira, gli abbassò la testa e impugnò l’ascia per tagliargli il collo. Ma ecco apparire un angelo in cielo. E poi, improvvisamente, un montone sull’erba. L’angelo disse ad Abramo di tagliare il collo del montone e non quello di Isacco. E così Isacco fu salvo.

di Annamária Lammel e Ilona Nagy

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