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La benedizione
e la consegna

· Il Vangelo della solennità dell’Ascensione del Signore ·

Un buon padre non è colui che risolve ogni problema dei suoi figli, ma colui che insegna ai suoi figli a risolvere i problemi. L’arte di educare implica la capacità di condurre l’alunno all’autonomia, al possesso delle proprie potenzialità e alla scoperta della propria bellezza, fino all’innesco della creatività. Altrimenti non è educare ma asfaltare.

Abbiamo spesso praticato l’educazione cristiana come una conformazione a modelli che obbedivano a schemi disincarnati, schiaccianti, moralisti. Mentre perseguivamo ideali che erano gabbie asfissianti, anziché scovare doni abbiamo suscitato scrupoli o insoddisfazione. Producendo tanta mediocrità.

Cristo ascende al cielo benedicendo. Nell’Antico Testamento la benedizione era l’ultimo atto paterno ed era la consegna di tutti i beni al figlio.

Cristo è il Signore — non un kaiser — e nel giorno dell’Ascensione se ne va; di conseguenza la sua opera su questa terra — la Redenzione dell’uomo — è affidata ai suoi discepoli. Come se un musicista, una volta composto il più importante dei suoi capolavori, lo lasci suonare ad altri, senza eseguirlo una singola volta...

Cristo salva l’uomo, ma al mondo la Salvezza la portiamo noi: spetta a noi l’Annunzio del Vangelo.

Eppure i discepoli non si sono mostrati perfetti, anzi... fanno domande fuori luogo fino all’ultimo e sembrano piuttosto confusi; ma la fede che è arrivata a noi è partita da questi poveri uomini, cui il Signore ha dato fiducia.

Questo è un aspetto sublime dell’Ascensione: il Signore se ne va benedicendo e così affida a questi deboli discepoli tutte le risposte per l’umanità. Eppure la cosa ha funzionato. Costoro impareranno a entrare in sinergia con lo Spirito Santo e ad assecondarlo, a restare fedeli alla parola ricevuta facendola propria, capendo momento per momento come compiere le opere di Colui che li ha mandati.

Inizierà così una sterminata serie di santi e sante, tutti straordinari, tutti diversi, tutti irripetibili e creativi, come è creativo l’amore.

Oggi ci siamo noi.

di Fabio Rosini

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19 ottobre 2019

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