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La benedizione
degli animali

· Per la festa di sant’Antonio abate ·

Dall’oca veneta alla gallina ancona, dalla pecora sarda all’asino amiatino, dal maiale nero casertano alla capra maltese, dalla mucca pezzata rossa alla chianina, la razza di bovino più grande del mondo. Gli allevatori italiani si sono ritrovati con i loro animali, giovedì mattina 17 gennaio, in piazza Pio XII. L’occasione è stata la tradizionale memoria liturgica di sant’Antonio abate, durante la quale il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, ha benedetto gli allevatori e i loro animali. Nel saluto ai presenti, il porporato ha ricordato che l’11 ottobre 1962 Giovanni XXIII si affacciò alla finestra del Palazzo Apostolico vaticano e disse che anche la luna si era affacciata a guardare lo spettacolo. «Anche io — ha aggiunto il cardinale — posso dire, oggi, all’improvviso le nubi si sono aperte e il sole si è affacciato a guardare questo spettacolo: lo spettacolo degli allevatori e degli agricoltori che sono la parte più bella, più pulita e più onesta della società». Precedentemente, all’altare della Cattedra della basilica vaticana, l’arciprete aveva celebrato la messa. All’omelia ha fatto notare come il ricordo di sant’Antonio sia ancora vivo dopo 1700 anni. «Tanti personaggi contemporanei a lui — ha detto — per esempio Diocleziano, oggi sono dimenticati, mentre i santi sono aggrappati a Dio e chi è aggrappato a Dio non invecchia, attraversa tutta la storia, parla e insegna».

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25 marzo 2019

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