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La bellezza nell’Italia profonda

· Dal 30 marzo al Braccio di Carlo Magno ·

Si apre il 30 marzo al Braccio di Carlo Magno la mostra «Sculture Preziose. Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo», curata da Anna Imponente e Benedetta Montevecchi e aperta fino al 30 giugno. 

Fantino Taglietti, «Statua equestre di sant’Ambrogio martire» (1641, Ferentino)

C’è stata un’epoca, scrive il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci nella premesse alla guida, che ha visto la bellezza entrare nelle chiese delle città e delle campagne, anche nei luoghi più marginali, anche nei territori più poveri. Non c’era parrocchia rurale, non c’era confraternita di paese che non fosse in grado di offrire al suo popolo una piccola porzione di gratuita bellezza.

Magari la bellezza si affidava a un oggetto solo: alla statua portata in processione per la sagra del patrono, all’antichissimo reliquiario di cui parlavano i vecchi dei vecchi e che veniva tirato fuori solo in certe speciali occasioni, per il terremoto o per la siccità, quella preziosa muta in velluto rosso broccato d’oro che i preti indossavano per le feste grandi. Sempre però, in ogni angolo dell’ecumene cattolica, la Chiesa offriva ai suoi fedeli la carità della Bellezza, la Bellezza che riempie gli occhi, scalda il cuore e rimane viva nella memoria.

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21 novembre 2019

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