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Missione e sacrificio

· La beatificazione in Perù di tre sacerdoti uccisi in odio alla fede nel 1991 ·

È la sera del 9 agosto 1991 quando a Pariacoto, un villaggio delle Ande peruviane, un commando di guerriglieri di Sendero Luminoso irrompe nel convento dei frati minori conventuali, sequestrando fra Michał (per tutti Miguel) Tomaszek, 31 anni, e fra Zbigniew (Zibi) Strzałkowski, 33, due religiosi polacchi impegnati in un’opera sociale in favore delle famiglie povere. Dopo un processo sommario, i due missionari francescani vengono assassinati con un colpo di pistola alla testa. Pochi giorni dopo, il 25 agosto, gli stessi guerriglieri di Sendero Luminoso uccidono, nella cittadina di Santa, don Alessandro Dordi, sacerdote diocesano fidei donum di Bergamo.

Miguel Tomaszek e Zbigniew Strzałkowski

Sabato 5 dicembre, nello stadio di Chimbote, in Perú, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, beatificherà i tre martiri, in rappresentanza di Papa Francesco.

Padre Zbigniew Strzałkowski era nato a Tarnow il 2 luglio 1958. Ragazzo capace e disciplinato faceva parte dei chierichetti ed era lettore. Nel 1973 iniziò a studiare presso l’Istituto tecnico. Terminati gli studi con il massimo dei voti, cominciò a lavorare presso il Centro statale di macchinari. Abitava ancora con i genitori, ma si manteneva da solo. Lavorò per l’intero anno 1978-1979, fino all’ingresso nell’ordine francescano. Nella richiesta di ammissione presentata alla provincia di Cracovia dell’ordine, scrisse: «Desidero servire il Signore Dio nell’ordine come sacerdote, in Polonia oppure nelle missioni, dovunque il Signore mi chiamerà. Desidero imitare l’esempio di san Francesco e di san Massimiliano Kolbe». Nel settembre 1979 Zbigniew avviò il noviziato a Smardzewice, dove pronunciò la professione temporanea il 2 agosto 1980. Successivamente alla professione religiosa, chiese al provinciale di essere destinato al lavoro nelle missioni. Dopo essere stato ordinato sacerdote, venne inviato a lavorare nel seminario minore a Legnica in qualità di vicerettore. Doveva sostituire il rettore, insegnare catechesi, essere formatore dei ragazzi, provvedere alla manutenzione della casa e vegliare sulla salute e sul tempo libero dei seminaristi. Gli impegni quotidiani gli concessero un po’ di tempo per il lavoro pastorale nella grande parrocchia. Venne dispensato dagli obblighi nel seminario minore e, il 1° settembre, si recò al convento di Breslavia per organizzare la partenza per le missioni. Quando nei colloqui si accennava alla pericolosa situazione in Perú, padre Strzałkowski rispondeva: «Quando si parte per le missioni, bisogna essere pronti per tutto». La provincia francescana di Cracovia doveva inserirsi nel lavoro missionario in Perù, paese confinante con la Bolivia, nella quale era presente già dal 1976. Per primi proprio padre Zibi Strzałkowski e padre Jaroslao Wysoczański partirono da Varsavia, via Mosca, per Lima: era il 28 novembre 1988.

Padre Michał Tomaszek nacque il 23 settembre 1960 a Łękawica, nell’arcidiocesi di Cracovia. Insieme al fratello gemello frequentò la scuola del suo villaggio. La pagella in vii classe aveva il massimo dei voti in comportamento e ottimo in religione. Come chierichetto curava con profonda partecipazione la messa. La vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa si manifestò nella vita di Michał relativamente presto. Proveniva da una famiglia devota; a Rychwałd, nei pressi di Łękawica, lavoravano i francescani, ai quali cominciò subito a interessarsi. Pensando di continuare lo studio nella scuola media, dopo aver scoperto che la provincia dei francescani di Cracovia gestiva a Legnica il seminario minore, decise di entrarvi, rimanendo dal 1975 al 1980. Dopo l’esame di maturità si presentò come candidato all’ordine francescano. Depose la sua richiesta il 5 giugno 1980, poco dopo aver ricevuto l’attestato di maturità. Scrisse fra l’altro: «Sono convinto da molto tempo di avere la vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa, avendo avuto l’occasione di meditarlo profondamente nel seminario minore a Legnica. Il mio desiderio è lavorare nelle missioni per servire in questo modo Dio e l’Immacolata». La risposta favorevole del provinciale, padre Juliusz Synowiec, il 21 luglio 1980, comunicava al candidato l’arrivo il 20 agosto a Łodz-Łagiewniki per iniziare il ritiro e poi partire per Smardzewice e intraprendere il noviziato. Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 23 maggio 1987 nella basilica di San Francesco a Cracovia dal vescovo ausiliare Albin Małysiak. Per due anni, dal giugno 1987 al luglio 1989, lavorò nella parrocchia francescana a Piensk. Vi svolgeva il ruolo di vicario parrocchiale e catechista. Si inserì nel lavoro pastorale con grande entusiasmo e zelo giovanile, conquistando subito la fiducia dei fedeli. Abituato a Cracovia alla catechesi dei disabili, anche a Piensk svolgeva le attività con loro. Per la sua bontà, gentilezza, compassione verso le persone bisognose, una delle parrocchiane lo soprannominò «secondo san Francesco». Durante il lavoro pastorale a Piensk venne a sapere che due suoi confratelli, padre Strzałkowski e padre Wysoczański, sarebbero presto partiti per le missioni in Perú. Si rivolse allora al padre provinciale, chiedendo di poter partire con loro. Così ai padri Wysoczański e Strzałkowski si aggiunse nel luglio 1989 padre Tomaszek.

Don Alessandro Dordi era nato a Gromo San Marino, frazione del comune di Gandelino, in provincia di Bergamo, il 22 gennaio 1931. Cresciuto in una famiglia profondamente cristiana, maturò il desiderio di diventare prete. Entrò nel seminario diocesano di Bergamo e si iscrisse alla Comunità missionaria del Paradiso, fondata per sostenere le diocesi con carenza di clero e gli emigranti italiani. Il 12 giugno 1954 venne ordinato sacerdote. A breve distanza, insieme al confratello don Antonio Locatelli, partì per Porto Viro, nel Polesine colpito dalla tragica alluvione. Vi rimase fino al 1965. Successivamente e fino al 1979 lavorò con gli emigrati italiani a Le Locle, in Svizzera, dove faceva il prete-operaio. Dal 1980 prestò servizio nella parrocchia di Santa, nella diocesi di Chimbote, in Perú. Nel suo lavoro pastorale si occupò delle comunità degli agricoltori, realizzando numerosi progetti di sviluppo. Ma la vita in comune e il lavoro con la popolazione locale vennero considerati pericolosi dai terroristi. Il 25 agosto 1991 stava tornando in camionetta da Vinzos, un villaggio vicino, dove aveva celebrato messa e amministrato alcuni battesimi, accompagnato da due catechisti. All’improvviso trovò davanti a sé due grandi rocce che bloccavano la strada. Venne fatto scendere dall’auto. Chiese agli aggressori di non far nulla di male ai catechisti. Poi fu ucciso a colpi di arma da fuoco.

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