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La Bce scuote la Grecia

· I titoli ellenici non valgono più a garanzia della liquidità prestata ·

Secondo alcune fonti Atene potrebbe presto esaurire la liquidità

Il Governo greco non cambia posizione dopo la decisione di ieri della Banca centrale europea (Bce) di non accettare più dall’11 febbraio titoli del debito pubblico di Atene come garanzia per i suoi prestiti. «Il Governo — si legge in una nota del ministero delle Finanze ellenico — resta deciso nell’obiettivo del suo programma di salvezza nazionale approvato dal voto del popolo greco». 

Banconote da 50 euro (Reuters)

Ieri pomeriggio, a larga maggioranza, il direttivo della Bce ha di fatto rimosso la deroga introdotta nel 2010 sugli strumenti di debito quotati o garantiti dalla Grecia, che permetteva alle banche greche di rifinanziarsi alla Bce fornendo come garanzia titoli di Stato rischiosi. La stessa Bce ha spiegato che quella deroga permetteva che i titoli pubblici della Grecia fossero usati nelle operazioni di politica monetaria dell’eurosistema nonostante Atene non avesse più un rating al livello d’investimento, ma speculativo. La deroga era condizionata dalla permanenza di Atene nel programma di risanamento coordinato dalla troika internazionale, di cui fa parte la Bce stessa assieme al Fondo monetario internazionale e alla Commissione europea.

Sempre l’agenzia Bloomberg scrive che l’Esecutivo di Atene potrebbe esaurire la propria liquidità entro il 25 febbraio prossimo.

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