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La Bce interviene
nella discussione sulla Brexit

· Presentata una richiesta di modifica dello statuto perché alcune attività non potranno spettare più a Londra ·

La Banca centrale europea (Bce) interviene nella discussione sulla Brexit con particolari che solo apparentemente sono tecnici, ma che in realtà rivestono una grande importanza nelle trattative tra Bruxelles e Londra. Fino a oggi, l’attività delle camere di compensazione delle transazioni in euro è stata concentrata a Londra. Ora bisogna immaginare un altro scenario e la Bce suggerisce ai leader europei come cambiare lo statuto.

L’accostamento della bandiera britannica con quella dell’Ue (Fpa)

In sostanza, la Bce, guardando alla post-uscita del Regno Unito dall’Ue, punta a regolamentare le cosiddette attività di clearing delle transazioni finanziarie in euro. Nel linguaggio bancario, il clearing è un accordo di compensazione dei debiti con i crediti fra le varie banche di un paese, o anche un accordo di compensazione dei debiti per le importazioni con i crediti per le esportazioni pattuito fra due nazioni per evitare o ridurre al minimo i movimenti di valuta. Al momento il 99 per cento di queste attività fa capo alla borsa di Londra. Ora la Bce chiede più poteri su questo tema. Francoforte ha trasmesso una raccomandazione al parlamento e al consiglio europei raccomandando una modifica dell’articolo 22 del suo statuto «per acquisire una competenza giuridica chiara in materia di compensazione centrale, gettando le basi per l’esercizio da parte dell’eurosistema dei poteri previsti per le banche centrali emittenti moneta, nel contesto della revisione del regolamento sulle infrastrutture del mercato». La proposta va soprattutto nel senso di un rafforzamento della sicurezza. «La Bce e le banche centrali nazionali potranno accordare facilitazioni e la Bce potrà stabilire regolamenti, al fine di assicurare sistemi di compensazione e di pagamento e sistemi di compensazione per strumenti finanziari efficienti e affidabili all’interno dell’Unione e nei rapporti con i paesi terzi». Con i nuovi poteri ci sarebbe «un significativo rafforzamento del ruolo delle banche centrali di emissione nel sistema di vigilanza delle controparti centrali» e in particolare del «controllo delle camere di compensazione di rilevanza sistemica situate al di fuori della Ue». In sostanza, le modifiche permetteranno di controllare meglio la politica monetaria, i sistemi di pagamento e la stabilità dell’euro.

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23 agosto 2019

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