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L’Is torna a colpire gli sfollati siriani

· ​Autobomba in un campo nella provincia di Deir Ezzor fa 26 morti tra cui molti bambini ·

È di almeno 26 morti il bilancio dell’esplosione di un’autobomba, ieri, in un campo dove si trovavano numerose famiglie di sfollati nella provincia di Deir Ezzor, nella Siria orientale. Lo hanno riferito gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo vicino all’opposizione con sede in Gran Bretagna. Tra le vittime ci sarebbero — stando agli ultimi bilanci — anche numerosi bambini.

Esplosioni intorno alla città  di Deir Ezzor (Afp)

Secondo l’Osservatorio, che attribuisce l’azione al sedicente stato islamico (Is), l’attentato è avvenuto in una zona tra le località di Al Jafra e Al Koniko, e arriva nel mezzo dell’offensiva lanciata del regime siriano e delle milizie alleate nella provincia di Deir Ezzor con l’obiettivo di espellere l’Is dall’area.

La notizia dell’attentato è stata confermata dall’agenzia di stampa ufficiale Sana, che parla di venti morti e trenta feriti «a causa di un attacco con autobomba eseguito dall’Is». La Sana ricorda che la stessa zona dove è esplosa l’autobomba è stata teatro lo scorso 4 novembre di un attacco analogo contro gli sfollati, sempre riconducibile all’Is. In quel caso gli attivisti parlarono di 75 morti.

Intanto, otto civili sono morti ieri in bombardamenti compiuti da forze governative e da milizie ribelli a Damasco e nei sobborghi, come riporta l’agenzia governativa Sana. Almeno cinque persone, tra cui quattro bambini, sono state uccise in bombardamenti di artiglieria delle forze lealiste nell’area di Duma, a est della capitale, fuori dal controllo governativo.

La Sana, invece, dà notizia della morte di tre persone nel quartiere di Hal Souk a causa di colpi di mortaio sparati dai ribelli. Una quarantina di civili sono stati uccisi negli ultimi quattro giorni dai bombardamenti a Damasco e nei dintorni tra forze contrapposte, nonostante un cessate il fuoco mediato da Russia, Turchia e Iran entrato in vigore lo scorso agosto.

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23 marzo 2019

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