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L’Is torna a colpire
Idlib

· ​Due bombe causano decine di morti ·

Due esplosioni sono state registrate ieri nella zona centrale di Idlib, città della Siria settentrionale in mano ai ribelli. Le deflagrazioni hanno causato la morte di decine di persone: il bilancio preciso ancora non è stato diffuso, ma si parla di 24 morti. Lo hanno riferito gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione con sede a Londra), secondo i quali le esplosioni sono avvenute nell’area di Al Qusour. Secondo la fonte, la prima esplosione «è stata provocata da un’autobomba», mentre «la seconda da una motobomba». Quest’ultima «sarebbe esplosa all’arrivo delle ambulanze sul luogo del primo attentato». Finora nessun gruppo armato ha rivendicato l’azione, ma tutti gli occhi sono puntati sul sedicente stato islamico (Is). Intanto, al confine meridionale con l’Iraq, nella zona di Baghuz, sono in corso negoziati tra forze curdo-siriane e l’Is per la resa delle ultime centinaia di miliziani jihadisti. Fonti sul terreno precisano che forze curdo-siriane e militari statunitensi e francesi sono già entrati nella cittadina di Baghuz, a lungo ultima roccaforte jihadista, e che sono in corso «operazioni di rastrellamento» facendo attenzione alla presenza di ordigni inesplosi e trappole esplosive. Secondo quanto riporta la Cnn, oltre mille jihadisti dell’Is sarebbero fuggiti dagli ultimi bastioni in Siria verso l’Iraq occidentale negli ultimi sei mesi, e potrebbero avere portato con loro un “tesoro” di circa 200 milioni di dollari. Fonti militari precisano che tra questi ci sono anche molti elementi di Al Qaeda.

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