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​L’Is torna a colpire Baghdad

· ​Autobomba uccide quindici persone poco dopo l’interruzione del digiuno per il Ramadan ·

L’area di Baghdad dove è avvenuto l’attacco dell’Is (Epa)

I jihadisti del cosiddetto stato islamico (Is) tornano a colpire l’Iraq. Questa mattina un’esplosione è avvenuta vicino al Ponte dei Martiri, nel quartiere di Al Karkh. L’attacco non è stato ancora rivendicato. E ieri sera un’autobomba è esplosa vicino a una delle più conosciute gelaterie della capitale, in un momento di massimo affollamento. Era stato da poco interrotto il digiuno quotidiano imposto dal Ramadan. L’esplosione ha ucciso quindici persone, mentre altre 27 sono rimaste ferite. Tra loro anche bambini.
L’autobomba, secondo fonti di polizia locale, sarebbe stata fatta esplodere mediante un comando a distanza. Un gesto che dunque insanguina il mese sacro dell’islam, iniziato il 26 maggio. Negli ultimi anni questo periodo è diventato il contesto prediletto per gli attentati dell’Is. Il 23 giugno del 2015 (sesto giorno del Ramadan di quell’anno), l'allora portavoce dell’Is, Abu Muhammad Al Adnani, invocò esplicitamente attacchi terroristici durante il mese sacro. Tre giorni dopo, una moschea sciita in Kuwait venne colpita da un attentatore suicida, che provocò la morte di ventisei persone. Lo stesso giorno, a Sousse in Tunisia, un commando sparò sulla folla al Marhaba Imperial Resort, lasciando sul terreno trentotto morti.
E nel 2016 il bilancio fu ancora più pesante: il 27 giugno gli attacchi in villaggi cristiani del nord del Libano, e il giorno dopo, la morte di quaranta persone, vittime di un attacco all’aeroporto Istanbul-Atatürk in Turchia. E ancora: il 2 luglio l’attentato in Bangladesh e il camion bomba sempre a Baghdad, che uccise trecento persone. Sullo sfondo, il riaccendersi della contrapposizione tra sunniti e sciiti.
Intanto, ieri è giunta la notizia secondo cui le milizie sciite irachene che combattono contro l’Is sarebbero giunte al confine con la Siria nel settore settentrionale tra Mosul e Raqqa, due importanti centri controllati dai jihadisti. 

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23 agosto 2019

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