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L’Is rivendica l’attentato
in Libia

· ​Tre attentatori suicidi hanno attaccato il ministero degli Esteri a Tripoli ·

Il sedicente stato islamico (Is) ha rivendicato la responsabilità dell’attacco di martedì scorso contro il ministero degli Esteri di Tripoli. Secondo le prime ricostruzioni, tre attentatori suicidi hanno preso d’assalto l’edificio, aprendosi la strada con l’esplosione di un’autobomba. Entrati nel palazzo, uno di loro si è fatto esplodere al secondo piano, mentre un secondo sarebbe rimasto ucciso dalla deflagrazione, probabilmente accidentale, di una valigetta bomba che portava con sé. Un terzo attentatore è rimasto ucciso in una sparatoria con le forze di sicurezza. Altre fonti parlano di cinque attentatori, tre dei quali sarebbero stati uccisi. Le vittime dell’attacco sono un alto funzionario del ministero, Hibraim Shibani, diplomatico e direttore generale del dipartimento relazioni islamiche, un dipendente e una terza persona non ancora identificata, che secondo alcuni fonti potrebbe essere Abdul-Rahman Mazoughi, portavoce della Brigata rivoluzionaria, una delle milizie di spicco che operano nella capitale libica. Oltre una dozzina i feriti. Il ministro degli Interni del governo libico, Fathi Bashaga, ha ammesso che «c’è stata una falla nella sicurezza» e ha annunciato che «sarà costituita una commissione per valutare» la situazione mentre il ministero degli Esteri si trasferirà in una nuova sede. «Il popolo libico — si legge in una nota ufficiale — sta combattendo la guerra al terrorismo per conto del mondo». «Siamo stati consumati dalle nostre stesse rivalità interne», ha ammonito inoltre Bashaga sottolineando che per questo motivo non ci sono nel paese «forze speciali equipaggiate e addestrate per prevenire quanto accaduto». La portavoce dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha sottolineato come l’attentato «minacci ulteriormente la fragile situazione della sicurezza a Tripoli».

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24 agosto 2019

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