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L’Is rivendica la strage di Nizza

· ​Arrestate cinque persone mentre risulta che l’attentatore si era avvicinato ai fondamentalisti di recente ·

Arriva una rivendicazione da parte del cosiddetto Stato islamico (Is) per la strage di Nizza, mentre risulta che cinque persone sono state arrestate e la cerimonia di omaggio alle vittime prevista in mattinata è stata annullata per motivi di sicurezza. Intanto, ci sono ancora corpi da identificare tra le 84 persone morte sulla Promenade des Anglais, travolti dal camion guidato dal tunisino che aveva residenza in Francia. Almeno dieci i bambini che hanno perso la vita e 50 le persone che lottano tra la vita e la morte. 

Attraverso la sua agenzia di stampa, l’Is dichiara che l’autore dell’operazione di Nizza in Francia è uno dei suoi affiliati e che ha condotto questa operazione «in risposta agli appelli a colpire la popolazione degli Stati della coalizione che combatte lo Stato islamico». L’attentato di Nizza corrisponde agli appelli a compiere omicidi lanciati dalle organizzazioni terroristiche islamiche sulle loro riviste e sui media.
L’attentatore di Nizza «non si era distinto negli ultimi anni per un’adesione all’ideologia islamista radicale», ma sembra che si sia «radicalizzato molto rapidamente». È quanto fa sapere il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, dopo il meeting straordinario del governo convocato all’Eliseo. Cazeneuve smentisce che la polizia abbia in qualche modo lasciato passare il camion che ha fatto la strage. I veicoli blindati rendevano impossibile l’accesso alla Promenade des Anglais e il camion guidato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel - ha aggiunto Cazeneuve - è passato «salendo in modo molto violento sul marciapiedi». Alcuni media avevano accreditato la versione che il camion fosse stato lasciato passare dopo avere detto che doveva consegnare gelati.
La Promenade è stata parzialmente riaperta, fatta eccezione per i circa 300 metri epicentro della strage. Continua l’afflusso di persone che portano fiori, biglietti e bandiere francesi con scritto «je suis Nicois, je suis Francais».
Originario del nord-est della Tunisia, Mohamed Lahouaiej Bouhlel era noto alle autorità francesi per minacce, violenze, furto ed era stato condannato il 24 marzo del 2016 ad una pena di 6 mesi di carcere per violenza volontaria commessa a gennaio dello stesso anno, ma non era mai stato segnalato per radicalizzazione. Non era neanche tra gli individui segnalati a rischio. Secondo alcune fonti di polizia del suo villaggio natale di Msaken, nel governatorato di Sousse, il padre sembra sia noto come estremista islamico.
È tornato a parlare alla Nazione il presidente François Hollande per lanciare un appello alla «coesione del Paese» e alla «unità nazionale». Lo ha fatto in particolare in relazione alle polemiche fra i partiti sulle condizioni della sicurezza sulla Promenade des Anglais. Hollande ha promesso che dopo il massacro di Nizza, Parigi «rafforzerà le operazioni contro i terroristi dell’Is in Siria e in Iraq e contro chi attacca nel territorio francese». E il presidente francese ha ammesso che «il nemico continuerà a colpire i popoli e i Paesi che hanno la libertà tra i valori fondamentali».

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