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L’Is riconquista Palmira

· Nonostante le decine di raid aerei condotti per respingere i miliziani ·

Gli uomini del cosiddetto stato islamico (Is) hanno ripreso il controllo dell’antica città siriana di Palmira, nella provincia di Homs. L’azione si è svolta nonostante le decine di raid aerei, a sostegno dell’esercito del presidente Assad, compiuti per respingere i miliziani che da diversi giorni erano tornati a minacciare l’area sottratta loro a marzo.

Forze siriane in azione per fermare i jihadisti dell’Is (Afp)

Il governatore di Homs ha ammesso che Palmira è nuovamente in mano ai combattenti di Al Baghdadi e che i soldati siriani sono stati espulsi dalla città, nonostante i rinforzi inviati dalle forze armate siriane e la pesante copertura aerea. «L’esercito sta usando tutti i mezzi a sua disposizione per impedire che i terroristi restino a Palmira» ha dichiarato il governatore Talal Barazi, aggiungendo in seguito che i miliziani sono stati raggiunti da rinforzi provenienti dalla principale roccaforte jihadista in Siria, Raqqa, e dalla provincia di Deir Ezzor, nella parte orientale del paese al confine con l’Iraq. Secondo gli analisti, lo sforzo per sottrarre Aleppo est al controllo delle forze dell’opposizione ha finito per ridurre significativamente la presenza militare siriana in altre parti del paese. E di questo a risentirne è stata in primo luogo la difesa della città di Palmira. La riconquista del prezioso sito archeologico, già gravemente danneggiato dai miliziani nei dieci mesi di occupazione, rappresenta un grave colpo al governo di Bashir Al Assad, che ne aveva riottenuto il controllo a marzo grazie al sostegno militare di Mosca. Come detto, giovedì 8 dicembre l’Is aveva lanciato la sua offensiva ottenendo il controllo di campi di petrolio e gas e arrivando a minacciare anche la base aerea, utilizzata dalle forze aeree russe.

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