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​L'Is nega le sconfitte
e rinnova le minacce

· ​Bombe al cloro usate a Tikrit dal gruppo jihadista ·

Il sedicente Stato islamico (Is) contesta le notizie sulle sconfitte subite negli ultimi giorni sui fronti iracheni e siriani e rinnova le minacce ai Paesi occidentali. In un audiomessaggio pubblicato dal Site Intelligence Group, il sito che monitora l’attivita online e sui social media dei più pericolosi gruppi jihadisti, Abu Muhammad Al Adnani, considerato il portavoce dell'Is, nega una ritirata o un arretramento delle milizie. Soprattutto per quanto riguarda l'Iraq — dove le forze governative rivendicano il successo dell'offensiva su Tikrit, capoluogo della provincia di Salahuddin — il portavoce dell'Is parla di notizie esagerate. 

Al tempo stesso, Al Adnani, oltre a reiterare le abituali invettive contro gli ebrei e i cristiani, rinnova le minacce di attacchi in Occidente ed esprime compiacimento per l'impegno dichiarato nei giorni scorsi dal gruppo nigeriano Boko Haram di combattere a fianco dell'Is. Un impegno, peraltro, del quale sono tutt'altro che convinti molti osservatori internazionali, che lo riconducono a mera propaganda.

Tuttavia, sebbene non ci siano segni evidenti di un consolidamento organico e di un'azione comune dei diversi gruppi jihadisti operanti nel mondo, è un fatto che quelle dell'Is non sono minacce a vuoto. Operazioni antiterrorismo condotte in diversi Paesi mostrano che il gruppo jihadista può contare su cellule operative fuori da Iraq e Siria. Ancora oggi si è avuta notizia di diversi arresti effettuati in Spagna e in Australia. Anche sul piano militare, le affermazioni del portavoce dell'Is non possono essere rubricate alla mera voce propaganda. La battaglia a Tikrit non è ancora conclusa e le sacche di resistenza dell'Is hanno fatto ricorso ieri a bombe al cloro, alimentando di nuovo la preoccupazione riguardo al fatto che il gruppo jihadista possa disporre di armi chimiche anche più pericolose.

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08 dicembre 2019

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