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L’Is cede terreno
ma non è sconfitto

· ​Smentito il rilascio degli ostaggi cristiani assiri sequestrati in Siria ·

Le forze governative irachene rivendicano successi nell’avanzata contro l’Is nell’area di Tikrit, nella provincia di Salahuddin, ma il gruppo jihadista, pur costretto a cedere terreno, appare tutt’altro che sconfitto. 

Il governatore di Salahuddin, Raed Al Jubury, ha confermato ieri che le forze di Baghdad, affiancate da milizie sia sciite sia sunnite, hanno strappato all’Is il controllo di Al Alam, quindici chilometri a est di Tikrit, hanno ripreso il controllo di alcuni pozzi petroliferi a nord-est della città che i miliziani jihadisti avevano dato alle fiamme e continuano ad avanzare. All'offensiva su Tikrit non partecipano gli aerei della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, che continuano comunque i raid su altri fronti del conflitto, sia iracheni sia siriani. La resistenza dell’Is sembra concentrarsi nella zona di Mosul. Come noto, da tempo si parla della preparazione di un’offensiva su Mosul che nelle aspettative del Governo di Baghdad e della coalizione dovrebbe dare all’Is il colpo decisivo. Ieri si è recato a Baghdad il capo degli stati maggiori congiunti delle forze armate statunitensi, il generale Martin Dempsey, per un colloquio con il ministro della Difesa iracheno, Khalid Al Obaidi. «Abbiamo raggiunto importanti accordi con la coalizione internazionale per combattere i terroristi», ha sottolineato Al Obaidi, ma né lui né Dempsey hanno avanzato ipotesi sui tempi per l’offensiva su Mosul. In Siria, intanto, non è andato purtroppo a buon fine il rilascio delle famiglie cristiane assire sequestrate dall’Is il 23 febbraio nella provincia nordorientale di Hasaka, al confine con la Turchia. Il nunzio apostolico in Siria, arcivescovo Mario Zenari, ha dovuto correggere informazioni diffuse attraverso l’agenzia Asia News. Il nunzio è venuto infatti a sapere che la liberazione delle famiglie è avvenuta solo in parte e che anzi vi sono stati altri sequestri. 

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11 dicembre 2019

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