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L’Is attacca un oleodotto in Cirenaica

· Impennata del prezzo del petrolio ·

Un’esplosione ha fatto saltare ieri l’oleodotto libico che dai campi petroliferi della Cirenaica arriva al terminale del porto di Sidra, costringendo la compagnia di gestione Waha Oil Company a interrompere il pompaggio. Secondo diverse fonti, sarebbe stato il sedicente stato islamico (Is) ad aver dinamitato l’oleodotto.

L’oleodotto colpito dall’esplosione in Cirenaica

L’attacco, che ha innescato un incendio con una densa colonna di fumo, ha causato una riduzione dell’esportazione petrolifera libica (circa 90.000 barili al giorno in meno). L’oleodotto colpito produceva in media 260.000 barili al giorno. Si tratta quindi del dieci per cento dell’intera produzione libica, che in novembre si è attestata su 973.000 barili giornalieri.

L’attacco ha fatto impennare il prezzo del petrolio: il barile di light sweet crude guadagna un dollaro e 30 cent a 59,77 dollari, mentre il barile di Brent sale di un dollaro e 47 cent a 66,72 dollari.

Secondo fonti delle forze di sicurezza libiche, l’attentato è opera di un «commando armato», probabilmente dell’Is. I miliziani sono ancora molto attivi nella zona. Dirigenti dell’esercito al comando del generale Khalifa Haftar, che controlla tutta la Cirenaica, hanno affermato che si tratta di un attentato terroristico. «Testimoni oculari — secondo le stesse fonti — riferiscono di due pick-up Toyota vicino al luogo della deflagrazione subito prima che avvenisse l’esplosione, dove si ritiene siano state sistemate delle cariche esplosive».

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20 ottobre 2019

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