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L’Is attacca
i pozzi petroliferi in Libia

· ​Mentre si cerca di formare il Governo di unità nazionale ·

Attacco ai pozzi petroliferi in Libia. Oltre 150 persone, tra militari e guardie, sono state catturate da miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is) nell’area degli impianti di stoccaggio del greggio nell’est. 

Vigili del fuoco libici alle prese con gli incendi nelle zone petrolifere (Reuters)

Stando a una fonte della sicurezza, citata dai media libici, i 150 sono detenuti nella prigione di Nawfaliya e si sarebbero rifiutati di aderire all’Is. Già la scorsa settimana cinque cisterne petrolifere erano state date alle fiamme — insieme con altre due a Ras Lanuf — in seguito a combattimenti tra gli uomini dell’Is e i guardiani delle installazioni. Secondo analisti internazionali, la strategia dei sostenitori dell’Is sarebbe finalizzata a creare un collegamento tra il territorio di Sirte, che controllano, e la zona petrolifera a est. 

In questo preoccupante scenario, il premier designato libico, Fayez Al Sarraj, sta tentando di rispettare il termine di domenica previsto per l’annuncio della formazione del nuovo Governo di unità nazionale, frutto dell’accordo di riconciliazione firmato a Skhirat, in Marocco, il 17 dicembre. L’ufficio di presidenza dovrebbe selezionare nelle prossime ore 22 ministri e 15 sottosegretari. I loro nomi non verranno ufficializzati prima della presentazione della lista dei ministri al Parlamento per la votazione della fiducia che dovrà avvenire entro dieci giorni dall’invio della documentazione dal Governo.
Ma le incognite sono ancora tantissime. E la Libia resta attanagliata tra i difficili sforzi per riportare stabilità e la sfida terroristica lanciata dai seguaci di Ayman Al Zawahri e Abu Bakr Al Baghdadi. Bollando l’intesa di Skhirat tra le parti libiche come un «complotto» e accusando il nuovo Governo di aver «venduto il proprio credo religioso» agli interessi stranieri, il numero due del ramo nordafricano di Al Qaeda, Abu Yusuf Al Anabi, ha lanciato una serie di minacce contro l’Italia. 

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07 dicembre 2019

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