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Kyrgyzstan, un milione di persone ha bisogno di aiuto

· Appello delle Nazioni Unite per raccogliere 71 milioni di dollari ·

Servono 71 milioni di dollari  in aiuti umanitari per assistere secondo la stima dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) circa un milione di persone coinvolte direttamente o indirettamente nelle violenze in Kyrgyzstan. È l’appello lanciato ieri sera dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha spiegato che il responsabile dell’Ocha, l’Ufficio di coordinamento degli aiuti umanitari, John Holmes, «si sta incontrando con gli Stati donatori». Un appello per l’Uzbekistan — dove sono fuggiti circa 100.000 persone — verrà lanciato all’inizio della prossima settimana.

L'appello di Ban Ki-m oon per la crisi in Kyrgyzstan giunge alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato. In un messaggio diffuso ieri il segretario generale dell'Onu  si è detto preoccupato per la «diminuzione del numero di rifugiati che sono in grado di tornare a casa: rispetto al 2005, quando più di un milione di persone ha volontariamente fatto ritorno al Paese d'origine, lo scorso anno il numero è sceso a 250.000, il più basso degli ultimi vent'anni». Nel messaggio Ban Ki-moon afferma inoltre «l'importanza della solidarietà. I rifugiati sono stati privati delle loro case, ma non devono essere privati del loro futuro».

Intanto, si continua a scavare fra le macerie  delle città di Osh e Jalalabad, nel sud del Kyrgyzstan, alla  ricerca dei corpi di vittime degli scontri nati il 10 giugno da  una rissa fra kyrgyzi e uzbeki e trasformatasi in una  carneficina. Il presidente ad  interim Roza Otunbayeva, ieri in visita a Osh, ha detto di temere che i morti  potrebbero essere 2.000. Oggi, la tensione nel sud del Kyrgyzstan è ancora evidente, e nonostante il dispiegamento di numerosi militari, le due comunità si fronteggiano sulle barricate che ieri Otunbayeva  aveva promesso di far sgomberare. Intanto, dall’Uzbekistan l’emissario americano Robert Blake ha parlato di  «crisi umanitaria» esprimendo la grande preoccupazione degli Stati Uniti e ha chiesto «indagini indipendenti»  sulle violenze di giugno. A riguardo si è espresso anche  il Consiglio dei diritti umani dell’Onu a Ginevra chiedendo al  Kyrgyzstan di condurre un’inchiesta «esaustiva e  trasparente» sulle violenze nel Paese. Il rappresentante russo, Vladimir Rushailo, che si trova a Bishkek da quattro giorni, ha chiesto al Governo provvisorio kyrgyzo di trovare e punire i colpevoli delle violenze.

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