Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Kiev vara la legge sull’autonomia del sud-est

· La normativa duramente contestata dai secessionisti filorussi ·

Dopo lunghe e concitate discussioni, il Parlamento di Kiev ha dato il via libera ieri sera allo status speciale per le aree del sud-est ucriano controllate dai ribelli secessionisti. L’autonomia — prevista dagli accordi di Minsk-2, siglati a febbraio — dovrebbe durare tre anni, ma potrà essere avviata solo dopo lo svolgimento di elezioni locali, nel rispetto della legge ucraina. 

Un soldato ucraino nel Donbass (Reuters)

Una clausola, questa, che ha provocato la dura reazione dei filorussi, che hanno apertamente accusato il Governo di Kiev di violare i patti. Il capo della diplomazia russa, Serghiei Lavrov, non ha usato mezzi termini: «È un tentativo — ha dichiarato — di fare dipendere la messa in atto del provvedimento dalle elezioni nelle regioni del sud-est, che si svolgeranno senza la partecipazione degli attuali leader delle autoproclamate repubbliche popolare di Donetsk e di Lugansk». Un leader dei ribelli, Denis Pushilin, ha addirittura rincarato la dose, parlando di «un punto di non ritorno» nel processo di pace concordato nella capitale bielorussa e ha tuonato che i separatisti non accetteranno mai le modifiche agli accordi introdotte. Il voto, inoltre, si potrà tenere solo dopo che tutte le formazioni armate si saranno sciolte: una condizione al momento ovviamente inaccettabile per i miliziani, perché equivarrebbe a una resa. Ma il Parlamento ucraino — la cui maggioranza filo-occidentale è apparsa piuttosto divisa sulla concessione dell’autonomia — ha anche approvato un documento che definisce «territori provvisoriamente occupati» quelli al momento nelle mani dei filorussi. E, soprattutto, ha dato disco verde all’iniziativa del presidente Poroshenko di chiedere all’Onu e all’Unione europea di dispiegare forze di pace nel sud-est del Paese.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE